B. D. nr. 0639
(25. 10. 1938)
Se nell’uomo impera la mancanza di volontà e di attività, l’anima che è nell’ozio farà soffrire il corpo
(da uno spirito-guida):
Senza inizio né fine, da eternità in eternità, Dio, il Signore, fa sentire agli uomini il Suo Amore! Tutto ciò che esiste, respira l’Amore di Dio e sussiste in forza della Sua Pazienza e Mitezza, e quando il Signore opera in modo così evidente per portare luce ai Suoi figli sulla Terra, allora questa è anche una dimostrazione del Suo immenso Amore per gli uomini, che Egli ha posto nell’universo affinché un giorno siano loro rese accessibili tutte le magnificenze. Un tale Amore paterno non permette mai che gli esseri, grandi e piccoli, siano esposti irrimediabilmente al potere del male. A tale potere, la Volontà e la Potenza di Dio pongono sempre un limite, affinché questo non s’impossessi troppo dell’anima errante.
La forza d’azione degli uomini è già un ostacolo, attraverso cui il nemico si sente paralizzato. L’energia viene concessa all’uomo, ed egli può utilizzarla secondo il proprio beneplacito, poiché allo stesso tempo gli è stato dato il libero arbitrio per la vita terrena. E dunque, chi utilizza poco questa forza d’azione, pone se stesso nelle mani del nemico, e la colpa non potrà mai e poi mai essere data all’eterna Divinità che lo ha posto nell’universo, perché ogni essere umano viene provvisto dal Padre in modo che abbia a sua disposizione una certa quantità di forza di volontà. Ma siccome lui stesso vi oppone sovente la propria pigrizia, la forza di volontà viene da questa indebolita in modo straordinario.
Questo è un pericolo della massima importanza, poiché quest’ozio si estende sia alla vita terrena sia a quella spirituale. L’uomo che è sempre attivo nelle cose mondane, se acquisisce della conoscenza, affronterà subito fattivamente anche il lavoro sulla sua anima, iniziando con la stessa ambizione un lavoro valido per la sua anima, così come si dedica alle attività terrene. Perciò, il massimo pericolo per l’uomo è essere inattivo sulla Terra, perché allo stesso tempo la sua anima ne soffre, e il tempo terreno scorre inutilizzato per l’eternità.
L’Amore del Padre celeste opera sempre ugualmente sull’uomo e gli fa giungere ogni stimolo per risvegliarlo da una tale debolezza della volontà che causa inattività e letargia, e se la volontà dell’uomo è valida nel servire Dio, il Signore, questi stimoli aumenteranno l’impulso all’attività. Se invece l’uomo si oppone, allora l’anima nella sua angoscia si cerca una via d’uscita, e con la collaborazione degli esseri spirituali buoni affligge il corpo con diverse piaghe, con sofferenze fisiche e depressioni o dissensi che gli rendano la vita difficile o spiacevole. E allora l’uomo si cercherà da sé una via d’uscita, per annullare tutte queste avversità, cominciando a rafforzare la volontà che in seguito influirà favorevolmente anche sulla forza creativa fisica. – Amen!
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