B. D. nr. 0788

(25. 02. 1939)

 

La via dell’anima, prima e durante l’esistenza terrena

La dottrina della re-incarnazione è in ogni caso un danno per gli uomini

 

[continua dal n. 0787]

 

Fin dove si estende la preoccupazione del Padre celeste per i Suoi figli sulla Terra, si vede nel fatto che ogni incarnazione garantisce già prima lo sviluppo il più spirituale possibile che può essere raggiunto in questa forma, in modo tale che l’anima dell’uomo, nel suo ingresso nel corpo di carne, si trovi in un determinato grado di sviluppo, e dunque, l’ultima incarnazione è pienamente sufficiente per la conquista della figliolanza di Dio, se l’uomo si sforza di sfruttare la vita terrena con tutte le forze per il progresso spirituale.

Se questo tempo di Grazia trascorre inutilmente a causa della propria volontà o della resistenza, oppure trascorre con poco successo per l’anima, allora questo è tanto più deplorevole, da cui ora l’essere ha da portare lui stesso, proprio quelle conseguenze della sua resistenza, cioè tutto lo spirituale immaturo e imperfetto si ripercuoterà contemporaneamente, …anche come sofferenza e pena! L’anima soffrirà nella stessa misura di quanto avrà riconosciuto le proprie debolezze e gli errori, …e non se ne potrà più liberare da se stessa come sulla Terra! Il tempo di Grazia della propria redenzione è finito, e se l’opera di redenzione e d’amore degli esseri perfetti non cominciasse ad assistere l’anima e a portarla verso l’alto, l’anima sarebbe ora irrimediabilmente perduta.

Nondimeno, è un’erronea supposizione quella di poter nuovamente prendere su di sé, arbitrariamente, una vita terrena trascorsa inutilmente, per recuperare l’auto redenzione mancata. Se questo fosse previsto senza eccezione dal Signore della Creazione, allora non ci sarebbe stato davvero bisogno dell’Opera di redenzione del divin Salvatore, perché poi, ogni essere sarebbe stato libero di ripetere arbitrariamente la vita terrena una volta sbagliata, oppure malamente utilizzata, e così l’ultragrande benedizione dell’Opera di redenzione sarebbe stata notevolmente diminuita; mentre, invece, è proprio per la breve durata della vita terrena mediante l’Opera di redenzione – l’uomo – che sono state acquisite delle Grazie senza misura, per rendere possibile, appunto, una definitiva liberazione dalla materia in questo tempo, benché ciascuno sia lasciato libero di scegliere questa via di Grazia, di rendersela rispettivamente utile, oppure di prendere su di sé, con tutti i tormenti, il tempo di sofferenza nell’aldilà.

L’infinito Amore di Dio non lascia cadere nessun essere nell’eterna rovina, e le possibilità di purificazione sono illimitate; tuttavia vi sarà concesso solo una volta di sfruttare il tempo terreno, ad eccezione di pochi casi in cui il Signore vi associa un particolare compito o intenzione, …che però non sono mai da generalizzare. La dottrina della re-incarnazione è in ogni caso un danno per gli uomini, poiché essi staranno in un certo lassismo spirituale, cercando il conforto, oppure la motivazione che essi un giorno possano recuperare tutto ciò che a loro è mancato.

Una tale dottrina non sarà mai di benedizione! Infatti, solo un costante lavorare su se stessi procurerà loro il successo di poter guardare una volta indietro, soddisfatti, …alla propria vita! Mentre la dottrina della re-incarnazione lascia sempre aperta una scappatoia, della quale si servono i deboli, i trascurati e i tiepidi! In nessun minuto della vostra vita dovete dimenticare la vostra meta: tendere sempre, solo alla riunificazione con Dio, e cercare di sfruttare fino all’estremo, il tempo terreno! Solo allora vi renderete degni dell’amorevole avveduta Provvidenza, che Dio – il Signore – …vi ha concesso durante la via infinitamente lunga percorrendola fino alla vostra esistenza terrena!    Amen!

 

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