B. D. nr. 1520

(14. 07. 1940)

 

L’illuminazione dello spirito

Il non-poter-pregare

 

Se gli uomini avessero il desiderio di immaginarsi di essere in grado di risolvere qualunque problema con l’utilizzo della Forza divina – l’illuminazione attraverso lo Spirito Santo – e che tutti potessero trasferirsi nella condizione in cui ci si trovi a sperimentare l’operare dello Spirito divino, …solo la seria volontà sarebbe necessaria! Allora l’uomo assolverebbe tutte le condizioni che hanno per conseguenza l’illuminazione del suo spirito! E perciò gli uomini non dovrebbero incolpare Dio, che li lascia apparentemente camminare nell’oscurità dello spirito!

La Sua Volontà è davvero quella di portare l’umanità alla Luce, però, ai Suoi Sforzi viene sempre e continuamente opposta resistenza, e l’uomo non può essere messo nel luminoso stato spirituale, costringendolo! D’altra parte, però, senza l’illuminazione interiore non è nemmeno possibile riconoscere Dio correttamente, e conseguentemente agli uomini non può essere dato né il chiarimento sul Suo Amore e sulla Sua Onnipotenza, né sulla Sua attività e operare nell’opera della Creazione, e l’uomo resterà inconsapevole finché non si affida nell’intima preghiera alla Forza, dalla Quale lui stesso è proceduto.

E’ assolutamente terribile però, l’effetto, in senso spirituale, …se l’uomo non può più pregare!  Per lui il passaggio sulla Terra è vano, poiché la sua stessa forza non basta per lo sviluppo verso l’Alto dell’anima, e non vanta diritti sulla Forza divina! Ogni apparente successo nella vita è quindi lo spiegamento di forza dell’avversario, il quale sfrutta la disposizione d’animo dell’uomo; lui ora lo considera da parte sua e …deforma completamente i suoi pensieri! Ora egli non sarà più in grado di portarsi spiritualmente su un gradino superiore, poiché, per questo, gli manca completamente la volontà! A lui, basta la sua vita terrena e il suo appagamento! Egli sfrutta tutta la forza ricevuta, solo nel senso terreno, e si sente interiormente molto superiore agli uomini sapienti, poiché l’avversario rafforza la sua autostima e, in lui, non lascia sorgere la sensazione di debolezza.

E a tali uomini, …è difficile predicare il Vangelo! È difficile rendere loro chiaro il proprio erroneo pensiero, perché malgrado la più profonda oscurità dello spirito, credono di stare loro stessi nella Luce e, nella presunzione, respingono ogni insegnamento! Solo un violento scuotimento del pensiero avuto finora può ancora produrre un risultato, e questo può essere procurato, appunto, solo attraverso straordinari avvenimenti che lo portino nella più grande difficoltà fisica e, in qualche modo, lo costringano ad invocare un Essere superiore per l’aiuto, se l’allontanamento da Dio non è già così grande, …da non poter più stabilire questo collegamento attraverso la preghiera! Allora costui è perduto! Chi però si rivolge ancora a Dio per l’aiuto, può essere esentato dalla sua miseria spirituale e fisica.    Amen !

 

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