B. D. nr. 2511 a/b
(13/14. 10. 1942)
L’uomo deve dimostrarsi disponibile ad accogliere i messaggi dal regno spirituale
(da uno spirito-guida):
La disponibilità all’accoglienza corrisponde alla Volontà di Dio solo quando il corpo e l’anima si abbandonano completamente allo spirito, quindi, quando il corpo rimane del tutto inosservato dall’anima, oppure quando anche il corpo vuole le stesse cose dell’anima: sentire in sé solo la voce dello spirito! Quanto meno il corpo ostacola l’anima, tanto più chiaramente essa potrà sentire ciò che lo spirito le vuole trasmettere. Allora l’anima cercherà di unirsi allo spirito, e questo legame è incomparabilmente prezioso, in un certo qual modo l’anima diventa libera, non è più incatenata al suo corpo, ed è più vicina alla sua vera destinazione, vivendo già nel regno spirituale, anche se dimora ancora sulla Terra. E in un tale stato il corpo è completamente inattivo, finché l’anima non lo vivifica di nuovo.
Non appena l’uomo può stabilire questo grado di disponibilità ad accogliere, gli sarà più facile ricevere messaggi spirituali e dare anche uno sguardo nel regno che è la Patria dello spirito. E per raggiungere questo grado c’è bisogno solo della preghiera più intima rivolta a Dio e della totale dedizione a Lui, premesso che la vita del ricevente sia condotta nell’amore disinteressato. Allora l’uomo sperimenta un cambiamento su di sé: si sente sollevato dalla Terra, viene afferrato da Dio e il corpo rinuncia a ogni resistenza, piegandosi sotto la volontà dell’anima che tende allo spirito, e poi, per lei non ci sarà più nessun ostacolo.
Spesso questo collegamento può essere stabilito dall’anima solo con il più grande superamento di se stessa1, se ancora non riesce a spingersi definitivamente incontro allo spirito, se si lascia influenzare dal corpo badando ancora troppo ai suoi desideri, e non essendo ancora disposta all’accoglienza dei messaggi dello spirito com’è necessario, per riceverli senza fatica. E allora l’anima deve lottare con fermezza e perseveranza, deve combattere contro il suo corpo ed escludere anche il pensiero dell’intelletto, lasciandosi dirigere solo dalla voce del cuore per poter dimenticare il mondo, per ritrovarsi nel regno spirituale. Deve spesso esercitarsi in questo volo verso l’alto per potersi liberare in ogni momento dal suo involucro corporeo, per poter sentire in sé, sempre, la voce, e ricevere preziosi messaggi dal regno spirituale.
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(14. 10. 1942)
Se l’anima non può sentire la voce dello spirito in sé, allora la sua preparazione non è ancora conforme alla Volontà divina, cioè non può separarsi completamente dalla Terra e da tutto ciò che è terreno, né lo spirito può manifestarsi in lei, poiché la capacità di ascoltare in se stessa non è ancora sviluppata. E quest’ultimo è il caso quando non si è ancora trasformata nell’amore. Allora, nonostante si ponga in ascolto, per lei lo spirito rimarrà in silenzio, perché la voce dello spirito risuona così delicatamente, che ogni stonatura vibrante in un’anima ancora immatura, supera questa voce. L’anima deve dissolvere l’involucro intorno a sé, il che le procurerà un percorso di vita compiacente a Dio, e allora potrà percepire in sé il suono più delicato e guidarlo anche all’intelletto, quindi riprodurlo come proveniente dall’uomo.
In ogni essere umano sono nascoste delle sapienze divine, cioè in ciascun uomo sonnecchia la divina Scintilla spirituale che, essendo una parte dell’eterna Divinità, può penetrare nella Sapienza divina e trasmetterla all’uomo; ma che l’anima si renda ricettiva per ciò che le vuole trasmettere lo spirito, dipende dalla volontà di ciascuno, di formarsi attraverso una vita tendente all’amore. Pertanto, l’uomo deve potere e volere ascoltare, deve dichiararsi disponibile alla ricezione dei messaggi dall’alto, ma deve anche essere trovato da Dio degno di ricevere tali messaggi spirituali. Quindi ogni uomo può certamente aspirare all’opera dello Spirito di Dio, quindi desiderarla, ma allo stesso tempo deve adempiere le condizioni che vengono poste affinché il Suo Spirito possa agire.
Questo operare dello Spirito di Dio è certamente un dono di grazia, tuttavia l’uomo non può ottenerlo senza esserne degno e se la sua volontà non è rivolta a Dio. Non appena l’azione dello Spirito di Dio comincia a cedere, ciò è dovuto unicamente all’uomo che soccombe nei suoi sforzi spirituali, oppure perché si rivolge ancora al mondo, che è d’ostacolo al suo volo verso l’alto. È nella Volontà divina che l’uomo lotti sempre, che non rinunci ai suoi sforzi verso di Lui. E perciò degli ostacoli gli rendono spesso impraticabile la via, per cui egli deve cercare con aumentato sforzo di superare questi ostacoli, pregando per la forza, se questa gli manca; deve unirsi più intimamente e più spesso a Dio nei pensieri, e presentarGli le sue necessità, guardando al Suo aiuto con devozione e fiducia.
Dio esige una forte fede, una fede che non vacilli mai, benché si avvicinino delle tentazioni. La fiducia nell’aiuto di Dio deve essere così forte, che nulla sia in grado di far guardare l’uomo al futuro con preoccupazione e timore. L’Amore e l’Onnipotenza di Dio devono sempre stare davanti agli occhi di colui la cui fede comincia a vacillare. E un uomo così profondamente credente sarà anche in grado di ricevere i doni dello Spirito di Dio, disprezzerà il mondo e condurrà una vita in strettissima unione con Dio, e il suo spirito si annuncerà all’anima, dove e quando lei lo desidera. – Amen!
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1 ‘superamento’ : vedi il fascicolo n. 31 “Amorevoli inviti al superamento di se stessi”.
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