B. D. nr. 2773

(14. 06. 1943)

 

Un popolo che vive in unione con Dio, è benedetto

L’uomo deve dimostrare liberamente il suo amore per Dio e per il prossimo

 

La giusta fede e la giusta funzione religiosa portano l'uomo più vicino a Dio, così che egli, …conosca Dio e cerchi di adempiere la Sua Volontà, …e viva nell'amore; e questo ha per conseguenza, che tutte le benedizioni diminuiscano la grande distanza di un tempo da Dio, …e l'uomo raggiunga lo scopo della vita terrena, …ritrovando Dio nella libera volontà!

E non è davvero preteso nulla di straordinario dagli uomini. Essi non devono fare nulla con la propria forza, giacché è a loro disposizione in modo smisurato la forza di Dio, e devono solo avere la volontà per utilizzare questa Forza. Ma quanto spesso, invece, la volontà dell'uomo fallisce, …ed egli non giunge alla meta! Tuttavia, anche allora, l'Amore misericordioso di Dio è pronto a indicare all'anima ancora distante, la via che conduce a Lui. Anche allora, Dio si prende ancora cura di lei, sebbene in una forma che sovente non è riconosciuta come l'Amore di Dio.

L'anima, quindi, deve rinunciare all'aperta resistenza, altrimenti l'Amore di Dio si ritira, e questo significa una retrocessione, un indurimento della sostanza spirituale che ha per conseguenza uno stato veramente straziante. E l'essere deve soffrire così a lungo, finché nella libera volontà non si dichiara per Dio e Gli dona il suo amore, …dimostrandolo attraverso l'amore per i più vicini. Più volonteroso è l'essere nello stabilire l'unione con Dio, di meno sofferenza esso avrà bisogno per il suo sviluppo, e la sua esistenza sulla Terra sarà tranquilla.

Altresì, una generazione che sia nel servizio reciproco nell'amore, cercando anche l'unione con Dio, vivrà in tranquillità e pace sulla Terra, e avrà bisogno di poca sofferenza terrena, perché avrà adempiuto il suo vero scopo sulla Terra, …tendendo in alto. Viceversa, il popolo che vive senza amore e non cerca di colmare la lontananza da Dio, attraverso un corrispondente cammino di vita nell'amore e nella giusta fede, sarà oppresso da indicibile sofferenza. Perciò, un tale popolo dovrà essere provato affinché giunga alla conoscenza.

Soltanto la mancanza d’amore e l’incredulità, trascinano con sé un destino doloroso, che colpisce in parte il singolo, poiché Dio non rinuncia a questi uomini, bensì, cerca con ciò di convertirli. Se l'uomo si allontana da Lui attraverso il disamore, allora Dio impiega dei mezzi più aspri, ma gli lascia il libero arbitrio. Lui stesso deve quindi conquistarsi la vicinanza di Dio attraverso un giusto cammino nella vita terrena, poiché solo la conseguenza di una vita d’amore conduce l’uomo nella libera volontà.

Incessantemente gli si offriranno possibilità per esercitare l'amore, e potrà maturare se non si ribella; ma, se usa la sua volontà in modo sbagliato, …nel disamore, allora la sua anima s’indurisce sempre di più ed egli si allontana da Dio, e non utilizza la sua vita terrena, cioè l'ultima incorporazione come essere umano; così, dovrà ripercorrere un rinnovato processo per la sua redenzione, che richiederà nuovamente, tempi infiniti. Ed è per questo, che Dio tenta con tutti i mezzi di rendere non necessaria, questa ripetuta relegazione, perché sarà inimmaginabilmente straziante.

Tuttavia, …la libera volontà dell'uomo dà l’ultimo impulso, e così ogni sofferenza terrena è solo un mezzo per cambiare questa libera volontà, affinché egli tenda verso Dio e si liberi dallo stato legato, attraverso un modo di vivere nell'amore, finché cammina ancora sulla Terra.    Amen!

 

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