B. D. nr. 2802
(7. 07. 1943)
“Lo spirito è volenteroso, ma la carne è debole…”
(da uno spirito-guida):
«Lo spirito è volenteroso, ma la carne è debole!» [Mt. 26,41]. Infatti la carne appartiene alla forza contraria a Dio, perché cela in sé ancora molte sostanze spirituali immature, che cioè si trovano all’inizio del loro sviluppo verso l’alto, e queste sostanze sono ancora nel pieno potere dell’avversario, spingono verso di lui e cercano di trascinare con sé anche l’anima dell’uomo. Così lo spirito nell’uomo conduce una costante lotta con tutte le entità immature che lo circondano, e anche se l’anima si è decisa per lui, anche lei è ancora tra quelle entità che necessitano di essere purificate, e viene da loro costantemente stimolata a rivolgersi al mondo e a tutto ciò che è vantaggioso e piacevole per il corpo di carne.
Molto spesso l’anima è debole, non è in grado di resistere a questi desideri; eppure, deve cercare di vincere questo flusso contrario, deve lottare con se stessa rivolgendo la sua volontà solo a ciò che le trasmette lo spirito, deve desiderare di sentirlo e respingere ogni tentazione dall’esterno non dando a queste nessuna attenzione, ma desiderando solo di sentire la voce dello spirito. Essa deve pregare intimamente per l’apporto della forza e non stancarsi, perché Dio permette tutte queste tentazioni per rafforzare in lei la volontà e la fede, affinché si affermi nelle maggiori avversità che gli si avvicinano dall’esterno.
L’uomo combatte ancora contro i desideri e le resistenze puramente fisiche, ma verrà un tempo in cui dovrà respingere gli attacchi dall’esterno, in cui dovrà affermarsi davanti al mondo e il corpo non solo rinuncerà, ma subirà delle sofferenze su di sé, per dare al mondo un esempio di una fede forte e incrollabile. Allora all’uomo verrà sempre apportata della forza, affinché la sua volontà diventi più robusta. Dunque, questa volontà deve già ora essere rafforzata tramite il superamento di piccole avversità durante le quali l’anima deve rimanere sempre in contatto con lo spirito, imparando a disdegnare tutto ciò che è mondano e a superarlo senza impressionarsi e senza rinunciare agli sforzi spirituali.
Anche la debolezza del corpo deve essere combattuta, la cui conseguenza sarà una volontà sempre più forte che vincerà tutto ciò che le si metterà contro. E questa forte volontà non si raggiunge senza lotta, senza che l’uomo si sforzi, altrimenti sarebbe una grazia ricevuta senza alcun merito, che dovrebbe portarlo alla maturità.
L’apporto della forza da parte di Dio è una tale grazia, che deve essere sempre richiesta dall’uomo, così la preghiera per una volontà più robusta gli procurerà forza e grazia, la sua volontà si rafforzerà, perché allora l’uomo ha chiesto a Dio stesso il Suo aiuto, e questo gli starà a disposizione in sovrabbondanza. Anche la preghiera1 è uno strumento di lotta contro le tentazioni del nemico, anche se la volontà stessa può essere talmente indebolita, da non essere capaci di pregare, perché anche per fare questo è necessaria la volontà, così da trovare poi il sostegno.
Perciò l’uomo non deve mai abbandonarsi alle tentazioni, alle seduzioni del mondo, non deve diventare così debole da non essere più in grado di pregare, ma nelle difficoltà dell’anima deve ricorrere alla preghiera, confidando in Dio, il Quale non lo lascerà davvero senza aiuto. Egli deve ascoltare la delicata voce dello spirito che lo spingerà alla preghiera, a chiedere a Dio, forza e grazia, e solo allora verrà superata ogni debolezza della carne, l’uomo diventerà forte nello spirito, e la sua volontà vincerà ogni resistenza! – Amen!
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1 – ‘la preghiera’ : vedi il fascicolo n. 22 “La forza della preghiera e il giusto pregare”.
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