B. D. nr. 4631
(8 maggio 1949)
Lo spirituale soffrirà i tormenti di una nuova relegazione nella solida materia
Cercare Dio è lo scopo della vita terrena
(da uno spirito-guida):
Non possono essere descritti con le parole i tormenti che – per lo spirituale – comporterà la nuova relegazione nella solida materia, poiché questa è una situazione incomprensibile per l’intelletto umano! Lo spirituale percepirà se stesso come essere, e tuttavia non potrà usare la propria volontà, di cui però avrà coscienza, come prova del suo impetuoso essere. Lo spirituale sarà incatenato, ma originariamente era stato creato come qualcosa che poteva operare liberamente! Perciò la sua impotenza e assenza di forza e il suo stato di asservimento gli creeranno indicibili tormenti, che di solito lo renderanno ancora più ribelle, anziché renderlo disposto a piegarsi alla Volontà di Dio.
L’umanità è in possesso della libera volontà, …e va incontro a questo stato tormentoso! Avrebbe ancora abbastanza tempo per evitare questo suo destino, ma non si rende accessibile a nessuna idea degli uomini che ne sono a conoscenza, mancando completamente della fede in un perdono e in una vita dell’anima che prosegue, per cui non si riuscirà a ottenere nulla con l’insegnamento! Perciò l’afflizione nella quale si troveranno le anime della maggior parte degli uomini sarà indicibilmente grande!
L’uomo è ancora signore della Creazione! Egli, per così dire, ne sta al di sopra, e può trarre vantaggio dalle creazioni secondo la sua volontà! E un giorno egli stesso sarà di nuovo ‘un’opera della Creazione’, inizialmente un oggetto morto, immobile, che potrà essere utilizzato, …ma anche rimanere inutilizzato per un tempo inimmaginabilmente lungo! Un giorno sarà molto, molto più indietro rispetto a ciò che è ora, e passerà un tempo infinito, prima che si sviluppi di nuovo verso l’alto, fino all’uomo, all’essere che è dotato di libera volontà e possiede la forza per impiegare questa volontà.
Quanti stadi debba attraversare, quanti tormenti sopportare e quali attività eseguire nella volontà vincolata, l’uomo non lo concepisce; per lui è incredibile, e tuttavia, porta la responsabilità per il destino della sua anima dopo la sua morte! Egli ha sempre la forza di compiere amorevoli opere che gli eviterebbero quell’amaro destino; ha sempre la possibilità di prendere coscienza della Volontà di Dio attraverso l’ascolto della Parola divina, e se seguisse questa Volontà, il suo essere cambierebbe e conquisterebbe il diritto a uno stato di luce e di libertà dopo la sua morte fisica! Ancora può sfruttare il suo intelletto, può riflettere su se stesso, sul suo Creatore e sullo scopo della sua vita terrena e, se lo vuole, …potrà anche credere!
Dio con la Sua grazia entra in tutti gli uomini, dà loro un piccolo impulso per farli andare nella giusta direzione, per far scegliere loro la giusta via, e se l’uomo non oppone resistenza e si lascia indirizzare sulla giusta via, allora gli è assicurata anche la giusta meta. Ma Dio rispetta altresì la resistenza, cioè: …Egli non costringe l’uomo contro la sua volontà! Sicché l’uomo porta la responsabilità nei confronti della sua anima, preparandole un destino veramente tormentoso, tanto che essa dovrà rifare la via della nuova relegazione, con la sua indicibile essenza dolorosa, poiché la grazia di Dio non può essere rifiutata. Infatti, ciò significherebbe anche il rifiuto del Suo Amore e lo spirituale Gli si allontanerebbe, anziché avvicinarsi a Lui, che è lo scopo e la meta della vita terrena!
Nel tempo della fine solo pochi cammineranno sulla giusta via, per questo l’afflizione sarà enorme e richiederà rimedi urgenti! Allora, da parte dei servi di Dio sulla Terra dovrà essere fatta menzione del terribile destino che attende gli uomini, se non cambieranno nel tempo prima della fine! A loro dovrà essere sempre presentata la fine come imminente, poiché il tempo stringe, ed è necessaria un’altissima attività per salvare sempre più anime dalla perdizione, cosicché esse accettino tali ammonimenti e avvertimenti, e abbiano la volontà per il bene. Infatti, quel giorno verrà inatteso, e precipiterà innumerevoli uomini nella rovina e nella morte, cioè nello stato di incatenati nella materia, dalla quale potranno liberarsi solo dopo un tempo infinitamente lungo!
Oh, lasciatevi esortare, voi uomini, perché si tratta dell’eternità, si tratta di voi stessi, delle vostre anime, le quali si trovano nel più grande pericolo, e tuttavia potrete lo stesso essere ancora salvati, …se sarete di buona volontà! – Amen!
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[tratto dal fascicolo n. 44 “La nuova relegazione”]