B. D. nr. 5874

(10 febbraio 1954)

 

La salvezza dell’anima solo attraverso il riconoscimento di Cristo

 

(da uno spirito-guida):

Sono ancora innumerevoli le anime sulla Terra non redente, cioè non ancora giunte alle grazie di Gesù Cristo per liberarsi dal potere dell’avversario di Dio. Costoro si trovano ancora staccati rispetto a quelli per i quali Gesù Cristo è morto sulla croce, e vi permangono perché non Lo hanno ancora riconosciuto come Figlio di Dio e Redentore del mondo, perché non sanno nulla del significato dell’Opera di redenzione, perché Gesù Cristo per loro non è altro che un personaggio storico, considerato fondatore di una religione che gli uomini avrebbero costruito attorno a Lui. Essi pronunciano il Suo nome senza alcuna certezza che Egli sia per ogni singolo uomo il Salvatore da uno stato miserabile, che l’anima riconoscerà solo al momento della morte.

Tutti gli uomini conoscono il Suo nome, ma sono solo pochi che credono in Lui come in Colui che ha reso possibile una trasformazione spirituale sulla Terra, e che quindi Gesù non può essere ignorato da coloro che desiderano una trasformazione spirituale, un progresso spirituale, che credono di non attraversare la vita terrena senza uno scopo. Costoro devono dunque trovare Gesù Cristo, altrimenti non adempiranno allo scopo della vita terrena. E a questi può ancora essere resa comprensibile l’importanza dell’Opera di redenzione, finché sono disposti a vivere la vita terrena secondo il suo scopo.

Essi non respingeranno del tutto ciò che viene loro offerto come chiarimento, ma rifletteranno e saranno più pronti ad accogliere la verità rispetto a coloro per i quali la vita terrena è solo fine a se stessa. Questi ultimi non trovano alcun legame con Gesù Cristo perché respingono tutto: sia una vita dopo la morte, sia un compito spirituale sulla Terra, come anche: la debolezza e imperfezione dell’uomo derivante dalla caduta nel peccato, la perfezione da raggiungere e quindi anche un Aiutante che renda possibile tale perfezione.

E per questi uomini non c’è salvezza né elevazione. Essi sprofondano sempre più nell’abisso, nelle mani di colui che, come avversario di Dio, combatte anche contro Gesù Cristo e contro la Sua Opera di redenzione con ogni mezzo, e perciò toglie agli uomini ogni luce su di essa, facendo di tutto per impedire la Sua conoscenza e la Sua Opera, e rafforzando negli uomini la convinzione che la vita terrena sia un fine in sé. E riuscirà nel suo intento, perché questi uomini vivono solo nell’amor proprio, e quindi ogni illuminazione dello spirito è impossibile; mentre i primi,  coloro che aspirano alla perfezione – possono far crescere in sé l’amore e così percorrere vie interiori da essere condotti alla giusta comprensione della questione “Gesù Cristo”.

La missione divina dell’Uomo-Gesù deve essere riconosciuta e accettata, affinché il divin Redentore venga invocato per ottenere l’aiuto e affinché le grazie da Lui acquistate con la morte sulla croce possano essere riversate sull’uomo e da lui utilizzate. E già la volontà di ricevere chiarimento su Gesù Cristo – che come personaggio storico non può essere negato – condurrà l’uomo un passo avanti, purché non desideri una risposta negativa, perché Dio dà luce a chiunque desideri luce, e perché ognuno deve trovare la via verso di Lui, via che però passa soltanto attraverso Gesù Cristo. – Amen!

 

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(tratto dal fascicolo n. 68 “La redenzione solo tramite Gesù Cristo”)