B. D. nr. 5952
(9 maggio 1954)
“Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me”
(parla il Padre):
«Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me!» [Gv. 14,6] Queste sole parole dovrebbero già far riconoscere agli uomini l’importanza di confessare Gesù come Figlio di Dio e Redentore del mondo, e invece questi hanno perso completamente la loro forza, poiché non vi prestano attenzione, altrimenti non rifiuterebbero così sconsideratamente Colui che ha definito Se stesso come Ponte verso il Padre. Le parole della Scrittura sono per la maggior parte degli uomini soltanto lettere ‘senza spirito e vita’; essi le pronunciano senza essere consapevoli del loro significato, lasciano del tutto inosservate le parole del Signore e perciò non trovano neppure il Padre, …perché non credono in Lui con quella convinzione che sarebbe la conseguenza dell’attenzione alla Parola divina!
«Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me!». Invece agli uomini manca la volontà di giungere al Padre, quindi non cercano la via verso di Lui, e per questo, il divin Redentore Gesù Cristo è per loro privo di qualsiasi significato. Questo atteggiamento conduce alla rovina, alla morte spirituale, poiché così non giungono al Padre, rimangono in balìa di colui che è l’avversario di Dio, rimangono nelle tenebre e non desiderano elevarsi.
È uno stato estremamente deplorevole che gli uomini non mostrino alcuna aspirazione verso l’alto, che non riflettano sul loro compito terreno e che anche la dottrina di Cristo, il Vangelo, sia loro indifferente, che non considerino importante nessuna delle Sue parole e non vi riflettano, che non possano giungere alla conoscenza perché non cercano chiarimento, ed è loro del tutto indifferente ciò che Dio vuole trasmettere loro attraverso la Scrittura e ciò che l’Uomo-Gesù, come Portavoce di Dio, ha predicato agli uomini. Nessuno pensa che egli si trovi sulla Terra solo per realizzare il personale ritorno al Padre, e che gli viene offerta continuamente l’occasione per farlo, che egli respinge nel suo rigido pensare, …perché non crede.
La distanza dell’uomo dal Padre è grande, tuttavia, ‘Uno’ si è offerto per guidare, per mediare; Uno ha costruito il ponte che rende percorribile la via verso il Padre, e quest’Uno offre a tutti gli uomini il Suo aiuto. Ma Egli non viene ascoltato, non viene considerato, quando vuole richiamarSi alla memoria degli uomini. Essi, ciechi e sordi, passano accanto a Lui, sebbene Egli li chiami: «Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me»; ed Egli stesso disse di Sé: «Io sono la Via, la Verità e la Vita!». Chi, dunque, cerca la verità e la vita, deve prendere la via attraverso Gesù Cristo, deve servirsi della Sua mediazione, chiedendo a Lui la forza per poter percorrere la via terrena con il risultato che lo scopo della vita diventi quello di trovare l’unione con il Padre, l’unica cosa che assicuri una vita nella beatitudine, una vita che duri in eterno.
Gli uomini non sanno quale sorte li attende a causa della loro indifferenza e della loro incredulità, non sanno ciò che si precludono non prestando attenzione alla Parola divina e non ricorrendo a Colui che solo può salvarli dalla rovina; non lo sanno e non credono alle parole di coloro che lo sanno e vorrebbero aiutarli. E anche se la Parola risuona dall’alto, non l’accolgono, poiché ascoltano un’altra voce, la voce del mondo, con cui l’avversario di Dio li interpella e alla quale aprono volentieri i loro orecchi. Essi non cercano la vita, …ma la morte, rifiutando Colui che promette loro la Vita, e così rimarranno nella colpa e nella morte, …perché senza Gesù Cristo non vi è redenzione e non vi è ritorno alla casa del Padre! – Amen!
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(tratto dal fascicolo n. 259 “Io sono… la Luce, la Forza, la Pace, la Verità, la Parola, la Vita, l’Amore, il Principio e la Fine”)