B. D. nr. 6061a a/b
(21/22. 09. 1954)
Luce è dove opera lo Spirito di Dio
(il Signore):
Luce è ovunque Io possa effondere il Mio Spirito, perché lì l’oscurità è infranta, e lì non potrà mai più trovare spazio. Luce è dove Io stesso posso istruire gli uomini, dove la Mia Paola viene ascoltata, dove le persone desiderano ardentemente l’unione con Me e ascoltano la Mia Parola come rivolta direttamente a loro. Luce è dove gli uomini rendono possibile che Io possa irradiare su di loro il Mio Spirito.
Quindi, solo lì vi è luce, perché non può esservi donata in altro modo, se non attraverso l’azione del Mio Spirito; e per questo sulla Terra si è diffusa molta più oscurità, poiché il Mio Spirito può agire solo raramente. Una luce chiarissima potrebbe essere irradiata, e agli uomini potrebbe essere trasmessa la conoscenza più profonda, e potrebbero sentirsi bene nella luce della conoscenza. Invece, chi vuol diventare sapiente cerca di ottenerlo per altre vie: crede di poter penetrare con la sola ragione in campi che possono essere esplorati solo spiritualmente. Agli uomini, per lo più, la via giusta è sconosciuta, non sapendo che Io stesso Mi rivelo attraverso il Mio Spirito.
L’effusione dello Spirito è per loro un concetto del tutto sconosciuto… Tutto ciò che sanno su questo è l’esperienza di Pentecoste dei primi discepoli, che considerano unica, e non vogliono credere che tale processo possa ripetersi sempre e in ogni uomo, quando si presentano le stesse condizioni in cui erano Miei primi discepoli. Io sono sempre in strettissima unione con le Mie creature, ma Mi manifesto solo quando anch’esse stabiliscono il legame con Me attraverso l’amore operante o il pensiero intimo; invece, per la maggior parte degli uomini Io sono solo un Dio lontano, e questi non potranno mai essere interpellati direttamente da Me così da udire la Mia voce, perché non hanno il desiderio di ascoltarMi e quindi non prestano attenzione a ciò che viene trasmesso loro attraverso il loro spirito.
L’effusione dello Spirito è nell’uomo la capacità di sviluppare pensieri che toccano un ambito a lui estraneo, così che la conoscenza gli si accresca, e in lui si faccia chiarezza su problemi prima irrisolti, …in modo che egli riceva una conoscenza che il Mio Spirito gli comunica. L’effusione dello Spirito è una trasmissione di forza che egli non possedeva e che ora gli giunge da Me, come dissi: «Il Mio Spirito si effonderà su ogni carne…». Luce e forza scorrono da Me in un uomo quando egli si apre, quando si prepara come un vaso degno di accogliere Me stesso – la Mia luce e la Mia forza – in sé. E su questo processo gli uomini non sono istruiti, né possono esserlo, perché possono comprenderlo solo a determinate condizioni, che essi non presentano.
Infatti, prepararsi come vaso dello Spirito divino significa formarsi nell’amore, e tutti gli uomini ai quali manca l’amore, che non adempiono questo primo e più importante comandamento, non possono credere che Io stesso Mi manifesti. L’azione del Mio Spirito significa essere in immediata unione con Me e ascoltarMi. Solo uomini risvegliati nello spirito possono parlare dell’effusione dello Spirito, deve già essere stato stabilito il legame con Me che permette al Mio Spirito di agire. E perciò l’effusione dello Spirito non può essere insegnata come un semplice concetto dottrinale, perché non vi sarebbe alcuna comprensione finché non sia avvenuto un ordinamento dei pensieri attraverso lo Spirito.
E gli uomini potrebbero crederlo e cercare di formarsi attraverso l’amore, in modo tale che il Mio Spirito possa effondersi su di loro. Invece neppure questa fede è presente, perché essi vivono privi di ogni amore. Per questo sono ciechi spiritualmente, camminano nelle tenebre e non vedono dove una luce si accende; e se questa viene loro avvicinata, si voltano altrove.
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(22. 09. 1954)
Pertanto, possono essere beati solo se stanno nella luce. E se sulla Terra non riconoscono la loro oscurità come una mancanza, nell’aldilà questa oscurità li tormenterà indicibilmente; e beati quelli che là aspireranno ai bagliori di luce che talvolta lampeggeranno loro incontro. Beati loro, perché anche là potranno giungere ancora alla luce, […]
[prosegue al n. 6061b]
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