B. D. nr. 6521

(12 aprile 1956)

 

Accettate le grazie dell’Opera di redenzione di Gesù, e avrete forza e luce per la beatitudine

 

(parla il Padre):

Le grazie dell’Opera di redenzione sono a disposizione di voi uomini, e nessuno ne è escluso, se non colui che si esclude da sé attraverso il consapevole rifiuto o la negazione dell’Opera di redenzione, attraverso il non riconoscere Gesù Cristo come Figlio di Dio e Redentore del mondo. E dunque, tutti voi potete raggiungere la beatitudine attraverso di Lui, se questa è la vostra volontà. “Beatitudine” significa vivere, operare nella luce e nella forza. “Beatitudine” è lo stato in cui vi trovavate prima della vostra caduta da Me; è lo stato di perfezione che ora deve essere raggiunto da voi nel libero arbitrio, mentre nel vostro stato originario eravate stati creati perfetti, posti fuori da Me come esseri indipendenti.

Il raggiungimento della perfezione nel libero arbitrio è divenuto possibile solo attraverso la vostra caduta nella profondità, e per questo vi procura beatitudini inimmaginabili, perché avete superato quella profondità e vi siete elevati verso l’alto. Ma la caduta nel peccato, il vostro allontanamento da Me, non può essere giustificata, poiché eravate in una luce così intensa che la caduta non sarebbe dovuta avvenire, e anche allora avreste potuto decidervi liberamente per Me, per rimanere in eterna beatitudine presso di Me.

Perciò il cammino dalla profondità, da un’infinita lontananza, per ritornare a Me è estremamente arduo, perché il peccato contro di Me è stato immensamente grande. Eppure, il definitivo ritorno a Me è legato a beatitudini incommensurabili, quando raggiungete la figliolanza di Dio, il grado più alto della perfezione attraverso il vostro cammino terreno, e questo potete raggiungerlo proprio grazie all’Opera di redenzione dell’Uomo-Gesù, che per voi, con la Sua morte sulla croce, ha acquistato un tesoro di grazia del quale potete servirvi senza limitazioni.

Io stesso sono venuto in vostro aiuto nel vostro ritorno verso di Me, perché il Mio Amore per voi è infinito e volli ricondurvi a Me dopo eterni tempi di lontananza. Ma finché non riconoscete in Gesù Cristo il Mio stesso Essere incarnato, anche le grazie dell’Opera di redenzione rimarranno senza effetto su di voi; non le riconoscerete per ciò che è, non ve ne servirete e rimarrete senza forza e senza luce, da cui Io vorrei liberarvi, e non posso farlo contro la vostra volontà.

Queste grazie dovete chiederle per amore di Gesù; allora Lo riconoscerete come Colui nel quale Io stesso Mi sono incarnato, e allora il Mio aiuto, la vostra ascesa e il raggiungimento della meta, saranno certi. Da solo, l’uomo – come spirito originario caduto – è troppo debole, perché è costantemente trattenuto dal Mio avversario; ma se si rivolge a Me in Gesù Cristo, posso scioglierlo dalle catene e donargli la libertà. Ma senza il suo richiamo a Me, devo lasciare al Mio avversario il suo diritto, poiché una volta lo avete seguito volontariamente nelle tenebre, e la vostra volontà anche adesso determinerà se potete incamminarvi verso l’alto.

Un ricco tesoro di grazia vi è a disposizione. Usatelo, servitevi di ciò che l’Uomo-Gesù ha acquistato per voi sulla croce. Egli ha sofferto e ha dato la Sua vita per donarvi la vita, Egli ha pagato il debito che vi aveva procurato la morte, uno stato di totale mancanza di luce e di forza. E così ora potete ritornare alla luce e alla forza, se accettate il Suo sacrificio, se Lo riconoscete e Gli chiedete aiuto, se accogliete le Sue grazie, se siete disposti a seguirLo, Lui che vi ha preceduti sulla via verso l’alto. Allora anche voi raggiungerete la vita eterna, …e sarete incommensurabilmente beati! – Amen!

 

* * * * *

(tratto dal fascicolo n. 68 “La redenzione solo tramite Gesù Cristo”)