B. D. nr. 6973
(20. 09. 1957)
Il Piano di salvezza di Dio è per annullare il peccato originario e quello di Adamo, con l’Opera della redenzione di Gesù
(da uno spirito-guida):
L’Opera della redenzione ebbe inizio con la formazione delle Creazioni nell’universo, ebbe inizio con il vincolo della sostanza spirituale indurita nella forma, cioè con il sorgere di forme materiali che, nella loro stessa sostanza, erano spirito, le quali allora racchiusero in sé sostanze spirituali che avevano già percorso un certo grado di sviluppo.
Lo spirituale un tempo caduto si era allontanato da Dio a tal punto, che la forza proveniente da Lui non poteva più raggiungerlo; esso divenne quindi immobile e rigido, si indurì in se stesso, e finché rimaneva in tale stato, era in possesso dell’avversario di Dio, e non avrebbe mai potuto mutare la propria natura. Invece il piano di Dio consisteva nel creare per questo spirituale indurito la possibilità di giungere a una gloria che superasse di gran lunga la beatitudine originaria. Dio volle trasformare le Sue “creature” in “figli”, un’opera che avrebbe dovuto compiere la creatura stessa.
Lo spirituale creato che nel libero arbitrio si era sollevato contro Dio e perciò era precipitato in un abisso interminabile, ebbe così la possibilità di risalire alla maturità e, nella piena libera volontà, avrebbe potuto realizzare l’opera di divinizzazione. Tuttavia, doveva essere sollevato dalle più profonde profondità, poiché non era più capace di alcuna ascesa, essendo privo di ogni forza. E questo aiuto, Dio lo prestò allo spirito caduto facendo sorgere la Creazione: Egli plasmò, con la Sua volontà, la sostanza spirituale indurita in creazioni di ogni genere, e con queste creazioni ebbe dunque inizio la redenzione, il ritorno dello spirituale a Dio.
Una risalita fino a un certo grado fu assicurata allo spirito caduto, poiché in questo piano della creazione è determinante la volontà divina, e l’avversario di Dio non ha alcuna influenza sullo spirituale vincolato nelle opere della creazione. Anche l’ulteriore ascesa come essere umano sarebbe stata garantita se i primi uomini avessero vissuto fedeli al semplice comandamento di Dio e avessero resistito alle tentazioni dell’avversario, cosa per la quale i primi uomini, Adamo ed Eva, ne possedevano come forza. Ma poiché essi potevano usare il loro libero arbitrio e si lasciarono sedurre dall’avversario, fallirono e resero l’Opera della redenzione per l’intera umanità molto più difficile di quanto sarebbe stato necessario, se avessero impiegato rettamente la loro volontà.
I successivi uomini furono notevolmente indeboliti da questo peccato dei primi uomini, non possedevano più la forza che era stata concessa loro, portavano come un peso la colpa di quel peccato, e l’avversario di Dio riuscì a compiere una grande opera: mettere in pericolo l’ultima meta, cioè che gli uomini – gli originari spiriti caduti – non potessero mai raggiungere la divinizzazione. E perciò Dio portò loro nuovamente l’aiuto.
Egli mandò il Suo Figlio sulla Terra, cioè un altissimo essere di luce intraprese il cammino terreno per adempiere, come uomo, la condizione che i primi uomini non avevano adempiuto e nella quale erano caduti. Così quest’Uomo volle aiutare tutti gli uomini a uscire dal loro stato di debolezza; volle rendere loro nuovamente possibile raggiungere la divinizzazione. Egli fu l’Uomo-Gesù, nel Quale lo stesso divino Amore prese dimora, il Padre, il Quale volle aiutare i Suoi figli a liberarsi dall’avversario e a ritornare a Lui.
Egli mandò il Suo Figlio sulla Terra, un essere anch’esso scaturito dalla Sua forza creatrice, che dovette assumere un involucro umano per poter diventare il contenitore dello Spirito eterno di Dio, attraverso cui, in questa forma umana, poter portare la redenzione alle Sue creature. Ma ancora una volta il libero arbitrio dell’uomo deve rimanere decisivo, poiché anche grazie a ciò, l’uomo deve prima riconoscere il divin Redentore Gesù Cristo e accogliere il Suo aiuto redentore, se vuole raggiungere la meta: l’unione con Dio, la figliolanza divina, che è uno stato di suprema perfezione e beatitudine!
Tutto lo spirituale caduto può raggiungere la più alta elevazione, perché attraverso l’Opera redentrice dell’Uomo-Gesù è stato dimostrato che la volontà di un uomo può resistere al suo avversario e mortale nemico; che la forza per resistere è l’amore, che ogni uomo può accendere in sé. E ogni essere umano deve solo chiedere il sostegno del divin Redentore, per poter uscire vincitore sulla morte e giungere alla vita, vita che si trova solo nell’unione con Dio, dimostrando di essersi liberato dall’avversario di Dio, colui che cerca sempre di trattenere ogni essere nella profondità, nello stato di morte.
“Redenzione” significa dunque “liberazione” da colui che ha portato la morte nel mondo. Redenzione significa accogliere l’aiuto di Gesù Cristo, poiché senza di Lui, l’uomo reste indebolito da quel peccato originario e dal peccato originale dei suoi progenitori, peccati che furono potenzialmente cancellati solo attraverso la morte di Gesù Cristo sulla croce. – Amen!
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