B. D. nr. 8739

(29 gennaio 1964)

 

“Io stesso sono il Verbo dall’eternità!”

 

(il Signore):

Una cosa voglio sottolinearvela continuamente: Io sono il Verbo dall’eternità, Io sono il Verbo! – Ma: «…il Verbo era in principio presso Dio» [Gv. 1,1], come volete intendere ciò?

Io stesso sono tutto in tutto, poiché tutto ciò che esiste è forza irradiata alla quale Io ho dato la vita. Io Mi creai esseri di uguale natura, che nella loro sostanza originaria erano gli stessi come sono Io stesso: divina forza d’amore! E con questi esseri Io stetti fin dal principio in connessione attraverso “il Verbo”. Dunque: «…il Verbo era in principio», quando gli esseri furono chiamati da Me alla vita. Prima non c’era nulla che potesse udire il Mio Verbo, sebbene Io portassi sempre e eternamente il Verbo in Me, poiché Io sono un essere autocosciente e pensante, che traduce la Sua volontà in atto e quindi può creare ciò che Gli si presenta come idea o pensiero.

Gli esseri scaturiti dalla Mia forza furono sì posti fuori di Me come indipendenti, ma Io rimasi con loro in costante connessione attraverso “il Mio Verbo”. Io parlavo a loro, essi Mi comprendevano e perciò erano incommensurabilmente beati. Io stesso ero il Verbo, poiché sebbene non potessero contemplarMi, il Mio Verbo tuttavia provava loro la Mia esistenza; essi sapevano che esso procedeva dall’Essere che li aveva creati e che li amava immensamente.

Questo Mio Verbo era la vera vita in loro, era il flusso ininterrotto di forza che affluiva loro, che donava loro la più alta conoscenza, poiché attraverso il Mio Verbo, tutto diventava loro comprensibile; essi afferravano tutte le connessioni, sapevano della Forza originaria dalla quale erano scaturiti e stavano in costante unione con questa Forza originaria, poiché La udivano, e nel Suo Amore infinito comunicava con loro attraverso il Verbo.

Io stesso ero il Verbo, che però si manifestò soltanto nei confronti di quelle creature che Io chiamai alla vita. E per questi esseri, dunque, vi fu un principio, mentre Io stesso sono dall’eternità. Ma per gli esseri da Me creati non vi è una fine, essi rimarranno esistenti per l’eternità, e la loro più grande beatitudine consisterà sempre nel vivere Me stesso attraverso il Mio Verbo, nell’essere interpellati da Me e nel poter condurre uno scambio beato.

Eppure, una gran parte degli esseri creati si rovinò la grazia e la beatitudine di percepire il Mio Verbo, poiché respinsero il flusso della forza del Mio Amore e divennero incapaci di udirMi, allontanandosi da Me e impedendo ogni scambio attraverso il Verbo; essi si chiusero e divennero esseri morti, poiché non ebbero più alcun legame con Me; e persero anche ogni beatitudine che solo la Mia irradiazione d’amore divenuta forma – il Mio Verbo – preparava loro.

L’intimo legame con Me ha anche come conseguenza, irrevocabilmente, il risuonare del Mio Verbo; mentre il distacco da Me deve sempre essere equivalente al tacere della Mia manifestazione d’amore, …del Mio Verbo. E poiché l’essere non avrà mai più una fine, tuttavia sarà beato solo quando potrà percepire il Mio Verbo, ossia: poiché il Verbo sono Io stesso, solo la Mia presenza prepara la beatitudine all’essere, e la Mia presenza si dimostrerà sempre nel fatto che l’essere può udirMi. E ciò che Io gli dirò lo colmerà di immensa gioia, poiché gli donerà la più chiara luce, la conoscenza della sua origine e la conoscenza della Mia Essenza, …del Mio governare e operare in tutta l’infinità.

Una tale conoscenza rende l’essere beato, soprattutto quando, prima, per lungo tempo, si era trovato in uno stato di ignoranza, quando per lungo tempo era stato separato da Me e, come essere isolato, aveva rinunciato a ogni legame con Me e perciò era anche infelice. Ma non appena potrà percepire di nuovo il Mio Verbo com’era in principio, esso può essere chiamato di nuovo “beato”, poiché udire il Mio Verbo prova anche la Mia presenza, e la Mia presenza prova che l’essere si avvicina di nuovo allo stato originario, com’era al principio, ridiventando la creatura divina che in tutta perfezione era scaturita da Me, che il Mio immenso Amore chiamò in vita per poterla rendere beata in eterno.

Il legame stretto con Me è provato solo attraverso la percezione del Mio Verbo, poiché, dove il Verbo risuona, Io stesso sono, Io che sono il “Verbo” dall’eternità! E tutto il Mio pensare, volere e operare, voglio trasmetterlo alle Mie creature, e ciò avviene sempre e solo attraverso il Verbo, attraverso il contatto tra l’essere e Me, che rende possibile il risuonare del Verbo. E questo Verbo è di nuovo il pensiero da Me plasmato in una forma. – Amen!

 

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(tratto dal fascicolo n. 259 “Io sono… la Luce, la Forza, la Pace, la Verità, la Parola, la Vita, l’Amore, il Principio e la Fine”)