B. D. nr. 8820

(25 giugno 1964)

 

“Se non accogliete Cristo e la Sua Opera di redenzione, non potete essere redenti”

 

 (parla il Padre):

Io ho portato per voi la colpa, e così vi ho dato una prova del Mio Amore sovrabbondante, che non voleva perdervi a favore del Mio avversario. Come Uomo ho sofferto e sopportato l’incommensurabile, perché la vostra colpa era immensa, ma voi stessi non avreste potuto espiarla, poiché la vostra colpa consisteva nel fatto che voi – stando nella più luminosa luce – vi sollevaste contro di Me e respingeste il Mio Amore. Questo peccato – rivolto contro lo stesso Amore eterno – poteva essere cancellato solo attraverso “l’amore”; ma voi non eravate più capaci di questo, perché vi mancava l’amore! E sareste stati irrimediabilmente consegnati alla potenza avversa, se un Essere non avesse compiuto per voi questa espiazione, un Essere che ardeva d’Amore per Me e che, da questo Suo Amore, prese su di Sé dolori e sofferenze per voi, affinché foste liberati dalla vostra colpa originaria.

Questo Essere discese dall’alto fino a voi uomini, prese carne e divenne come voi “Uomo”. Fu Gesù, che offrì la Sua vita a Me per riscattarvi da colui che vi teneva incatenati. Questo vi è già noto a sufficienza: che Io stesso potei prendere dimora in Lui! Cosicché Egli – essendo puro Amore – Mi racchiuse in Sé, cosicché, l’Amore in Lui si sacrificò, così che Io stesso compii (soffrii) la morte sulla croce, ma dovetti servirMi di un involucro umano per poter sopportare la sofferenza, per compiere la grande espiazione, poiché come “Dio” non ero capace di soffrire.

Tuttavia, una cosa non deve essere taciuta: l’Opera di redenzione è stata sì compiuta per tutti gli uomini, ma l’uomo stesso deve anche accoglierla; egli può lasciare trascorrere anche millenni, prima che quest’Opera di redenzione produca effetto su di lui. Infatti deve essere accolta volontariamente; essa fu offerta per tutti i tempi, per il passato, per il presente e per il futuro, ma è sempre necessaria, come prima cosa, la riconoscenza del sacrificio della croce, il porsi volontariamente sotto la croce di Cristo, affinché possa produrre il suo effetto. È necessaria la volontà dell’uomo stesso di essere redento da Gesù Cristo, altrimenti egli porta la sua colpa con sé nell’eternità, e là – se non trova Gesù – sprofonderà sempre più e andrà incontro a una nuova prigionia.

La colpa originaria non può essere cancellata dall’essere stesso, anche se trascorressero eternità, perciò il riconoscimento di Gesù Cristo come Figlio di Dio e Redentore del mondo, è la cosa più importante nella vita terrena. Per questo è richiesto un vivo credere in ciò, che solo pochissimi uomini possiedono. E questo credere diventerà sempre più debole, così che una “redenzione attraverso Gesù Cristo” verrà considerata solo come una leggenda, che nessuno prenderà più sul serio. E così molte anime ancora non redente passano nel regno dell’aldilà, e là devono trovare il loro “Redentore”, altrimenti prendono la via verso le tenebre, per intraprendere nuovamente il cammino attraverso la Creazione.

Di nuovo la Luce entra nelle tenebre! Di nuovo Io Mi avvicino agli uomini nella Parola, per rendere loro chiara la grande importanza dell’Opera di redenzione. E di nuovo gli uomini non accolgono la Luce, e il numero degli illuminati non crescerà più molto. Invece coloro che credono in modo vivente in Gesù Cristo e nella Sua Opera di redenzione, attingeranno veramente forza dalla Mia Parola, quella forza di cui avranno bisogno nell’ultima lotta di fede, e riconosceranno anche Lui, essendo già stati redenti dalla loro colpa originaria.

Per questi, il loro cammino terreno non sarà stato vano; essi Mi hanno riconosciuto in Gesù, e il loro antico peccato è stato loro perdonato, poiché una volta non vollero riconoscerMi e così divennero colpevoli, ma Io stesso ho preso su di Me i loro peccati e sono morto per, …per redimerli! – Amen!

 

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(tratto dal fascicolo n. 68 “La redenzione solo tramite Gesù Cristo”)