Commento al fascicolo/estratti
n. 100
di Bertha Dudde
Lo sviluppo dello spirituale nelle Creazioni
Ciò che ai nostri occhi appare come realtà solida e importante – tutto ciò che l’uomo progetta, costruisce, ammira e utilizza nella Creazione materiale, dal più grande al più infinitesimale ha valore solo per il tempo della vita terrena. Dopo la morte del corpo, nel regno dello spirito la materia non apparterrà più alla sfera dell’anima: essa percepirà solo un mondo corrispondente al proprio grado di maturità spirituale; perciò la materia è soltanto un supporto temporaneo, necessario alla breve vita terrena che deve servire come prova della volontà.
Affinché un’anima possa incarnarsi come essere umano, essa – che sia uno spirito originario caduto o uno spirito proveniente dall’alto, dai soli, dai pianeti o dal Regno dei Cieli – deve raccogliere in sé le innumerevoli particelle spirituali primordiali che, attraverso la Creazione, hanno percorso il lungo cammino evolutivo: dal minerale al vegetale, dal vegetale all’animale, e dall’animale fino all’uomo. Queste essenze spirituali, pur avendo mutato la loro volontà ribelle in una volontà di servizio, restano tuttavia legate alla materia fino al completamento del loro sviluppo.
Tutti questi passaggi avvengono in tempi lunghissimi e sono indispensabili affinché lo spirituale, caduto e imprigionato nella materia, possa elevarsi gradualmente. Se sulla Terra – come su ogni altro luogo della Creazione materiale – non avvenissero periodicamente trasformazioni, lo spirituale rimarrebbe troppo a lungo nella materia più dura, anche quando sarebbe già idoneo a una condizione più libera e più vicina a Dio.
Per questo la superficie del pianeta deve, di tanto in tanto, subire profonde trasformazioni. Il periodo che intercorre tra l’una e l’altra di queste trasformazioni è chiamato “periodo di redenzione”. Così, ad esempio, la fine del periodo giurassico segnò la scomparsa dei dinosauri, e l’era glaciale – durata anch’essa milioni di anni – ebbe un termine. Ora la Terra si trova nuovamente alla fine di un periodo di redenzione, ma molto più avanzato, e gli esseri viventi saranno soggetti a un cambiamento tale da costituire un vero e proprio giudizio: nessun essere potrà sopravvivere quando, a causa delle trasformazioni, lo spirituale imprigionato nella materia verrà liberato per un breve tempo, manifestando inconsapevolmente la sua enorme potenza distruttrice, prima di essere nuovamente legato nella nuova materia predisposta dalla Sapienza divina.
Più volte è stato indicato che il tempo concesso allo spirituale per evolversi in questo periodo di redenzione è ormai scaduto. Solo la Misericordia di Dio ha finora rimandato la grande trasformazione annunciata, ma il tempo che resta alla nostra epoca è comunque molto breve; se non avvenisse questo cambiamento, l’umanità – sempre più dedita alla materia – respingerebbe ancor più lo spirituale, la Divinità verrebbe sempre più disconosciuta, e ciò provocherebbe una retrocessione immensa dello spirituale giunto all’ultimo stadio della sua evoluzione [BD 4014].
Gli uomini che vivranno questo tempo saranno anch’essi soggetti a un giudizio, quello della loro anima; infatti, la Sapienza divina concederà a tutti, in anticipo, la possibilità di riconoscere il senso di un tale sconvolgimento, e li avviserà in ogni modo affinché, nella loro libera volontà, possano riconoscere la Divinità che guida tutto e vuole essere riconosciuta, per salvare ciò che può essere salvato, prima della fine.
Questo piano divino si integra perfettamente con la condizione degli irriducibili oppositori di Dio, che – senza saperlo – faranno il gioco di Satana. Gli scienziati, infatti, attueranno un piano diabolico predisposto dal maligno (fascicolo n. 138), compiendo esperimenti nelle profondità della Terra e liberando enormi masse di spiriti della natura non ancora maturi, che il maligno crederà di poter asservire a sé, tramite la volontà degli uomini a lui dediti, accelerando così il tempo del Giudizio.
Durante il Giudizio finale, la trasformazione della Terra avverrà in modo repentino. Per lo spirituale imprigionato nella materia interna del pianeta – che ha anch’esso diritto alla redenzione – ciò significherà una liberazione attesa da eoni di tempo, essendo stato sempre sotto il giudizio a causa del maligno confinato nel centro della Terra (cosa che non avviene sugli altri pianeti). Con l’opera di distruzione, cui concorrerà anche l’uomo, questo spirituale sarà liberato, ma subito dopo nuovamente giudicato e legato in una materia meno dura, nelle nuove creazioni della Terra rinnovata (fascicolo n. 45).
Pertanto, la “fine di un periodo di redenzione” significa non solo la ricomposizione totale della materia, ma anche un rinnovamento dello spirituale, e ciò non riguarda solo il giudizio sugli uomini della Terra, ma anche sugli spiriti delle tenebre, nel cosiddetto inferno. Infatti, proprio attraverso tali svolte, gli spiriti più ostinati – che continuano a influire sulla volontà degli uomini – hanno la possibilità di redimersi, oppure, se persistono nella loro opposizione, vengono nuovamente relegati nella materia più dura (fascicolo n. 44), come monito e nuova occasione di elevarsi in futuro.
Nel giorno del Giudizio nessun essere vivente potrà sopravvivere a una tale trasformazione: troverà la morte fisica e una regressione della propria evoluzione animica. Tutte le forze contrarie a Dio – gli spiriti che non meritano la redenzione – subiranno questo giudizio, avendo abusato della loro libera volontà nell’uniformarsi all’avversario. In questa fase, il maligno inciterà il suo mondo oppositore affinché tutti gli spiriti ribelli siano coinvolti, e finché essi persisteranno nella loro opposizione, dovranno subire il giudizio alla fine di ogni periodo di redenzione.
Il giudizio consisterà nel relegare nella materia più dura gli spiriti oppositori, mentre lo spirituale proveniente dalla materia della vecchia Terra, liberato dagli sconvolgimenti, verrà legato nelle nuove creazioni della Terra rinnovata: acqua, aria, vegetali, animali e, infine, nelle anime dei futuri esseri umani, in una materia più evoluta e più adatta al loro progresso.
Ciò che attende gli uomini della Terra rinnovata non può essere immaginato. Solo a tratti il Signore lo lascia intravedere attraverso questi dettati, che invitano a comprendere la necessità della distruzione e ricomposizione del suolo terrestre, avvertendoci in anticipo affinché uniformiamo la nostra vita alla fede e ci prepariamo interiormente al tempo della fine, per non essere tra coloro che dovranno subire la relegazione.
L’invito alla conversione risuona in ogni dettato. Sta a ciascuno riscuotersi dall’oppressione del maligno e decidere di rinunciare alle cose del mondo, per dedicarsi interiormente a seguire gli insegnamenti del buon Dio, mettendoli subito in pratica.