Commento al fascicolo/estratti

n. 109

di Bertha Dudde

 

“PREVISIONI”: L’avvenimento e la catastrofe della natura

 

La predizione di un possibile avvenimento posto in un futuro non ben determinato, può lasciare indifferente anche il più fidato amico, se costui ha poca fiducia nella veridicità del consiglio offerto, e il tempo che scorre darà l’impressione di allontanare sempre più il momento predetto, poiché ciascuno tende a non credere mai alle indicazioni da quel mondo spirituale che raramente viene accettato appena come esistente. Eppure, un giorno il futuro diventerà il presente.

“Il tempo è compiuto!” – “Il giudizio è prossimo!” – “State andando verso la fine!” – “Le forze del cielo si muoveranno!” – “È l’ultima chiamata al risveglio!” – “La resa dei conti è prossima!” – “Le porte del regno si chiuderanno!” – “Sarà come al tempo del diluvio!” – “Verrò come un ladro nella notte!”. A ben guardare, il gran numero di affermazioni dirette, presenti in questo fascicolo, non è riscontrabile in nessuno degli altri fascicoli che trattano il tema dell’esortazione a credere in una fine. Infatti, qui sono raccolte proprio tutte quelle comunicazioni sul preannuncio di un evento profetizzato vicinissimo al Giudizio finale (quello da sempre annunciato da veggenti e profeti), e presentato ancora una volta come un Atto d’amore e di giustizia. Comprenderlo esattamente non è facile, poiché tutto ciò che riguarda il tempo futuro non può essere dato in modo netto e chiaro, deve restare ‘rivelazione’, e lo stesso linguaggio adoperato, rare volte è esplicito, al fine di stimolare il credente a non a legarsi alla mera e superficiale curiosità, ma, con uno studio più approfondito, e interiore, comprendere il più possibile il modo in cui tali eventi si svolgeranno, accettando le indicazioni a diventare prima un vero credente, fedele e sottomesso a Dio, e nel momento del bisogno, indipendentemente da quale bisogno si tratti, rivolgersi al Padre, a Gesù, per essere aiutato, anche nella comprensione della Sua Parola. 

L’approssimarsi di questo evento, multiplo, sarà preceduto da numerosi strani fenomeni in concomitanza dell’avvistamento di una strana ‘stella’. Così il rischio di una collisione risveglierà le coscienze di tutta la popolazione mondiale, ma nessuno, neanche i credenti potranno immaginare che invece avverrà prima un evento dalla Terra stessa, dal suo interno, poiché gli uomini, continuando a penetrare la crosta terrestre per i loro interessi, e probabilmente anche per determinare una grande deflagrazione [1084 – 1103 – 2246 - 9025] al fine di spostare il pianeta Terra dalla sua orbita, per scansarla dalla traiettoria della stella, avranno già determinato la fuoriuscita anticipata di spiriti della natura, i quali, nella loro breve libertà, andranno a stimolare gli spiriti presenti nelle creazioni sulla Terra (il mondo materiale e animale), liberandoli dal loro involucro e rendendoli liberi a loro volta. E ciò non potrà essere fatto in modo dolce, ma distruttivo. A questo evento, determinato dalla volontà egli uomini, affinché la Terra non vada incontro ad una distruzione anticipata del pianeta interverrà Dio stesso, tramite il colpo dell’asteroide, al fine – forse – di tappare il buco creato nella crosta terrestre dagli uomini e così bloccare la fuoriuscita degli spiriti primordiali dalle sue profondità.

E per gli uomini, l’effetto sarà un turbinare di ‘forze’ – vento, acqua, fuoco – dal suolo terrestre e dal cielo, cui nessun essere vivente potrà opporsi, e di cui a milioni ne resteranno vittime. I credenti saranno salvati in modo miracoloso ed evidente, per poter testimoniare del loro salvataggio soprannaturale e così invitare alla fede per affidarsi a Dio nel breve tempo rimasto, considerando però che, oltre loro, resteranno i peggiori oppositori di Dio, forse protetti nei loro bunker oppure dalla stessa forza dell’avversario, quella che Dio ‘concederà’ loro ancora di avere, così che restino viventi per l’ultimo Giudizio.

Quindi, non solamente un singolo evento, ma una consecutività di eventi distruttivi che si alterneranno in breve tempo, non soltanto tramite un astro/asteroide (stella) che impatterà, ma anche tramite delle forze della natura sulla superficie della Terra che distruggeranno a più riprese, tutto.

C’è da chiedersi: Se la predizione dell’avvento del Messia a Davide che si può far risalire ad oltre 1000 anni prima della Sua venuta, poi si verificò, come non si deve credere che il Giudizio universale profetizzato dal tempo di Gesù, nonostante siano passati quasi 2000 anni, non si realizzi anch’esso?’. Nonostante non sia indicato il tempo esatto, tuttavia sono stati predetti dei segni che lo avrebbero preceduto, in maniera tale da indicare il suo avvicinarsi e, di conseguenza, prepararsi ad affrontarlo con le armi spirituali consigliate, per essere aiutati dall’Unico possibile, Colui che ha formato e mantiene e guida tutte le cose e gli esseri creati, Lo stesso Dio che non abbandonerà mai i Suoi figli, soprattutto i fedeli quando Gli dimostrano amore e fede e si comportano in modo servizievole verso il prossimo. Cosicché il susseguirsi di eventi particolari come il buco dell’ozono, le stagioni capricciose, la moria improvvisa di uccelli in varie parti del mondo, i grandi cetacei arenati sulle spiagge, le grandi precipitazioni quali bombe d’acqua su piccole aree, i molti cicloni che, per ‘grazia’, hanno fino ad oggi scaricato in massima parte sul grande oceano, gli tzunami, gli innumerevoli improvvisi tornado, oltre naturalmente ai terremoti sempre esistenti, lasciano prevedere che la natura non ha limiti, e che grandi forze invisibili ne tengono le redini di un equilibrio che è solo nelle mani della Divinità creatrice!

Nel presentarci l’evento della natura catastrofico, veniamo esortati a credere che il tempo è veramente vicino, e che è sufficiente osservare i ‘segni del tempo’ per riconoscere come l’umanità sia sprofondata in una tale bassa spiritualità, la quale deve essere scossa da un evento che li coinvolga tutti, e così sia elevata l’attenzione verso le cose spirituali dimenticate, per comprendere qual è la vera Volontà di Dio, che vorrebbe che ciascuno Gli si rivolgesse direttamente e Lo riconoscesse nell’interiore, e poiché Egli non può obbligare nessuno alla fede, poiché ciascuno ha la propria libera volontà, ecco che può parlare a noi tutti attraverso le forze della natura.

Nel susseguirsi dei dettati, sebbene con i primi dettati al tempo della ricezione poteva essere interpretato che tale avvenimento fosse da accreditare a qualcosa d’imminente legato agli eventi della grande guerra, solo dopo il 1955, dopo oltre quindici anni dall’inizio delle ricezioni a Bertha Dudde, viene indicato che cosa è da intendere con questo avvenimento catastrofico mondiale, straordinario e imprevedibile: ci saranno dei fenomeni della natura che si susseguiranno a causa dell’influsso di una ‘stella’ (asteroide? cometa?), che comparirà in breve tempo muovendosi in direzione della Terra con una strana orbita (non avente carattere ciclico/matematico) [6324 / 7405], e la paura di una collisione con la Terra metterà in subbuglio, ancor più, tutti gli uomini del pianeta, e solo i veri credenti – quelli che avranno già accettato la nuova Parola – avendo le basi della vera Dottrina, avranno la forza di perseverare nella vera fede.

Ci viene riferito che l’impatto di questa stella/asteroide sarà così violento, che la Terra subirà uno scuotimento, uno scossone [7405 - 7421], come mai prima è stato vissuto, ed esso provocherà un terremoto in ogni angolo della Terra, non soltanto nell’area dell’impatto. Questo avvenimento deve essere considerato l’ultima grande chiamata di ammonimento di Dio, dopodichè ‘il tempo della fine’ entrerà nella sua fase cruciale, restando solo un breve tratto di tempo, così come è indicato anche dalle Scritture, ed avvierà ‘La lotta di fede’ – (fascicolo n. 38), che dovrà servire a stimolare i sopravvissuti all’amore verso il prossimo, mentre invece il Signore indica che i Suoi rinnegatori, guidati dall’avversario, si rafforzeranno nel loro diniego e imperverseranno contro i fedeli a Dio per il possesso di beni accaparrati in modo illecito, stimolandoli a una grande capacità di sopportazione, attraverso cui ci vorrà la più grande pazienza e disponibilità al sacrificio, per sopravvivere in un tempo in cui la sopravvivenza determinerà comportamenti reciprocamente sopportabili. In tale tempo chiamato quindi, anche ‘tempo della miseria’, si ritornerà a vivere allo stato primitivo, poiché l’effetto della distruzione diretta e indiretta anche nei Paesi non colpiti direttamente, sarà di inimmaginabili dimensioni.

In quasi tutti i dettati di questa raccolta/fascicolo, c’è l’indicazione al solo poco tempo che rimane all’attivazione del suo inizio, dopodichè non ci sarà più tempo per una preparazione spirituale dell’anima. Chi ne resterà vittima diretta dell’avvenimento, potrà continuare nell’aldilà il suo cammino spirituale, e ciò fino al successivo penultimo giudizio che si ripeterà tre volte [2388 b], poiché allora si chiuderanno le porte dell’aldilà per l’ultimissimo ‘breve’ tempo, durante il quale resteranno a fronteggiarsi solo gli oppositori a Dio e i fedeli, per l’ultimissima lotta impari fisicamente, e spiritualmente, dopo la quale ci sarà il Giudizio finale, sempre tramite le forze della natura scatenate, attraverso cui, coloro che resteranno fino alla fine ancora succubi dell’avversario, saranno abbandonati agli elementi della natura in quest’ultimo evento (fascicolo n. 138) e, con la loro morte violenta, relegati (fascicolo n. 44) nella materia più dura della nuova Terra.

Chi ha avuto modo di meditare le rivelazioni del Signore che si susseguono dal 1840, avrà già ben chiaro che il significato degli eventi del mondo fisico, essendo questi preparati anticipatamente nel Regno dello spirito, devono evidenziare concetti profetizzati che possono essere compresi solo con la dottrina delle rispondenze, materia diventata quasi incomprensibile già al tempo di Gesù sulla Terra, rispetto al tempo dei primi profeti che avevano indicato, quali intermediari, la voce di Dio in loro (‘oracolo del Signore’). Così, anche tramite gli scrivani degli ultimi tempi ci viene indicato che gli eventi dei tre anni di insegnamento evangelici, dovranno ripetersi ‘spiritualmente’ anche nel tempo futuro – il nostro – in cui è indicata la realizzazione delle ultime profezie. Ciò che viene comunicato a Bertha Dudde in modo così complesso e apparentemente confusionario, non è a caso, poiché una comprensione anticipata del tempo della fine non poteva essere dato in modo chiaro alla portata di tutti, poiché solo ad alcuni, ai figli serventi, il significato chiaro delle cose del Regno può essere svelato nel loro interiore.

Quando l’evento si realizzerà, determinerà un capovolgimento del modo di vivere della maggior parte del genere umano sulla Terra. Ciò può essere rappresentato come uno stop, una svolta epocale, un cambiamento storico alla pari delle interruzioni epiche che si svolsero sulla Terra tra le varie ere geologiche presentate spesso dai ricercatori geologici: la fine di un tempo di redenzione per l’inizio di un ulteriore nuovo tempo con una nuova Terra (fascicolo n. 45)! Ma ciò può essere compreso solo col la dottrina delle rispondenze.

Se la nascita di Gesù rappresentò a suo tempo l’avvio delnuovo tempo’ per chi allora aspettava il Messia, rispetto al vecchio testamento, così, l’inizio delle Comunicazioni nel 1840 rappresenta a sua volta l’avvio del nuovo tempo della Luce, l’arrivo del Messia spirituale, la Luce della ‘città celeste’, della nuova Gerusalemme’ che scende dai Cieli, e che ha già portato con le sue così estese comunicazioni, ‘Luce’ a quella umanità che ne ha già accettato l’intrinseca essenza. E così come Gesù bambino nella Sua crescita ha dato Luce a quanti gli Si posero sulla Sua strada, allo stesso modo gli scritti della Nuova Rivelazione hanno potuto già dare ‘Luce’ a quanti ne hanno attinto in questi ultimi 170 anni, rappresentanti ‘gli ultimi tempi’.

Ecco il perché delle continue esortazioni del Signore a prepararsi: per essere annoverati tra quelli che in tale fine saranno salvati (fascicolo n. 42). Tutti noi siamo invitati ad avere più fede, a credere in una reale Guida spirituale, a riconoscere che c’è tutto un mondo spirituale che ci attende nell’aldilà, affinché ciascuno possa dimostrare di aver capito che la materia è solo un elemento passeggero che dovrà essere lasciata, e che solo l’amore, riversato nell’aiuto verso il prossimo, potrà limitare, o almeno posticipare a ciascuno, la durata della propria vita, attraverso i terribili eventi profetizzati e oramai alle porte.

Ricordiamo inoltre che una tale profezia era già stata data da Gesù al tempo del Suo cammino terreno, il cui colloquio è riportato in un'altra rivelazione data a Jakob Lorber nel 1851-1864 nell’opera “Il Grande Evangelo di Giovanni al vol. 5 cap. 108”.

Amici della nuova Rivelazione