Commento al fascicolo/estratti
n. 125
alle rivelazioni date a Bertha Dudde
Distaccatevi dal mondo materiale
Il tema di questo fascicolo riguarda la difficile scelta che il Signore ci chiede di affrontare quanto prima durante il nostro cammino terreno: distaccarci dal mondo materiale e dalle sue attrattive, dall’eccessiva cura del nostro corpo mortale, e volgere invece lo sguardo al regno dello spirito e ai beni spirituali, alla nostra Casa d’origine, dove l’anima creata, riunita al suo Creatore, vivrà in eterno.
La richiesta divina ci viene rivolta con tono insistente e a tratti allarmato anche dagli spiriti-guida, ed è ampiamente giustificata: un’omissione o anche un ritardo nel deciderci, non gioverà affatto alla nostra anima, e comunque causerà disagio e sofferenza anche alla vita materiale!
A tale riguardo, la stessa BD, che riceve conoscenza dal Cielo tramite queste rivelazioni – dunque, una creatura dotata di una fede seria e affidabile – è la prima a doversi cimentare nella propria sfera spirituale, e alcuni tra i dettati iniziali del fascicolo contengono indicazioni rivolte espressamente a lei dagli esseri di luce, a cominciare dalla semplice rassicurazione di essere degna dell’Amore e della cura del Signore: “Noi sappiamo cosa ti serve” (0342), e poi l’accorato avvertimento fraterno, profetico, per i tempi a venire, “Così ti insegniamo ripetutamente […] affinché il nobile possa riaffermarsi, dovrà precedere una lotta che avrà terribili conseguenze, perché l’umanità non seguirà volentieri le indicazioni del Signore”(0493). E ancora, il suo bisogno di essere completamente disponibile durante la ricezione della Parola: “Il mondo degli spiriti puri riconosce la tua volontà e il tuo impegno, e ti viene incontro aiutando” (1486), come anche la consapevolezza del grande compito che il Signore le ha posto:“Solo chi usa violenza, entrerà nel Regno dei Cieli! [...] E così ti sia detto che due tipi di sentimenti diversi, ancora competono in te per la supremazia” (0719).
Ebbene, tra le più dure e inquietanti espressioni divine che incontriamo, viene ora spesso ripetuto di usare violenza, come una specie di ‘mantra’ da comprendere nel suo vero effetto, da cui sorgono le domande: come può un Dio tutto Amore, sollecitare violenza? E quali sarebbero i due tipi di ‘sentimenti diversi’ che ancora competono per la supremazia – in BD, come anche in noi?
Quelli che ci tengono bloccati nel guado, lasciandoci indecisi nel dover scegliere tra il frastuono del mondo, che vuol confonderci con desideri diversi, chiassosi, oppure… un segnale interiore sommesso ma preciso, quasi una nostalgia, che l’anima continuamente invia per rammentarci il suo bisogno di appartenere solo a Dio. Logica richiesta, se ci rendiamo consapevoli che il corpo è solo un involucro passeggero, e che l’essenziale in noi non perirà ed è destinato a ben altro, ”Il Mio regno non è di questo mondo!” (6345). E in tal senso, usare violenza non equivale a essere violenti, ma significa ‘fare uso’ della violenza su noi stessi (o piuttosto, sul nostro ‘io’ terreno, sull’amor proprio) al fine di compiere quel necessario sforzo di volontà che ci spinga verso la giusta decisione, e direzione: tornare a essere di nuovo degni del Cielo, ricostituire la nostra dimensione spirituale accettando i comandamenti dell’Amore verso Dio e verso il prossimo, rifiutandoci di procedere succubi del disonesto agire del Suo avversario, e lottando contro le tentazioni mondane che indeboliscono la nostra volontà.
E non appena la scelta è fatta, non appena il mondo con le sue tentazioni è stato superato, il cammino verso Casa diventa più agevole, siamo tra quelli cui il Padre va subito incontro con altre parole “Il Mio giogo è dolce e il Mio peso è leggero”(5898), per aiutarci a svolgere facilmente ciò che Egli chiede, e poter sperimentare da subito la Sua promessa, “Io rafforzerò anche il vostro corpo affinché possa adempiere il suo compito spirituale e affinché l’anima maturi in esso” (8390). Ora la forza di attrazione dello spirito risvegliato ci rende possibile proseguire nel giusto cammino senza più perderci, dando un senso alla meta che siamo chiamati a raggiungere, quali esseri spirituali da Lui creati.
È un movimento salvifico, che questi dettati a BD offrono in ogni tempo, e ancor più nel tempo odierno, agli uomini che staranno nel pericoloso guado dell’indecisione nel momento in cui si toccherà la fine: “…sciogliere i pensieri da tutto ciò che è terreno”(1486), scegliere la parte ‘migliore’ di sé, l’anima, e averne cura sempre, lottando con forza, fidandosi che quel che accade, se vissuto con amore, per essere utile al compito di vita che Dio ha assegnato a ciascuno, per il proprio perfezionamento verso l’alto.