Commento al fascicolo/estratti

n. 45

alle rivelazioni date a Bertha Dudde

 

Il sorgere di una nuova Terra

 

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La presentazione di questa raccolta di dettati, introduce il tema di come sarà la nuova Terra-paradisiaca destinata a quei salvati che supereranno il terribile tempo della fine.

Innanzitutto, a differenza di quanto profetizzato in una rivelazione precedente, ‘Il legame del Cielo’ del 1886 (ai cap. 1,8/9,52/9,63/9,95/13,6/20,3/20,5) riguardante il viaggio dei salvati, qui alla Dudde viene rivelato che, coloro avranno perseverato nella loro fede, dopo essere rimossi/rapiti viventi nel corpo [fascicolo n. 42], (anziché essere soltanto protetto da una barriera vivente ‘Legame del Cielo’ cap. 9,108, a difesa dagli irriducibili uomini/bestia ‘Legame del Cielo’: cap. 9,80 - i senza fede), e anziché affrontare un viaggio fisico a piedi verso il luogo predisposto (così come non poteva essere profetizzato diversamente, poiché a quel tempo non esistevano né automobili, né aerei), saranno trasferiti in modo probabilmente misterioso in un territorio paradisiaco (BD n.7425), e in tale luogo resteranno per diverso tempo, poiché nel frattempo il Signore avrà provveduto – dopo la grande catastrofe – a far risorgere una nuova Terra dalla vecchia Terra distrutta, la cui superficie accoglierà nuove creazioni che matureranno velocemente.

Solo dopo il Giudizio, sulla nuova Terra ci sarà un lunghissimo tempo di pace, in cui il maligno non potrà operare, poiché gli uomini salvati che apparterranno alla nuova Terra, avendo superato positivamente la loro prova di libertà, non avranno bisogno di essere ancora messi alla prova. Essi, infatti, avranno vissuto e oltrepassato il tempo della fine attraverso tribolazioni e lotte, e avranno dimostrato la propria fede con l’aiuto diretto da Dio, sia tramite la ricezione della parola interiore, sia visibilmente, sopravvivendo in tale tempo della miseria in mezzo agli oppositori, e dunque avranno in premio una lunga vita in mezzo a nuove creazioni di ogni sorta, di genere meraviglioso, che li ricompenserà dalle passate vicissitudini.

Il Signore promette anche la Sua presenza di tanto in tanto tra loro, e il costante aiuto di guide spirituali per il loro fabbisogno e le necessità. Così, anche le generazioni future potranno fruire della benedizione data ai propri progenitori, e ciò comporterà la varietà d’infinite incarcerazioni positive, le quali porteranno alla redenzione innumerevoli spiriti per il regno di Dio. Solo dopo un lunghissimo periodo – il regno millenario [Ap. 20, 1- 6] – i futuri abitanti, dimenticando man mano la storia tramandata loro dai primi che vissero il passato giudizio, tenderanno sempre più al materiale, sospinti anche dallo spirituale che, dopo tale lunghissimo tempo, aspirerà a una rinnovata libertà; e allora verrà un altro Giudizio [Ap. 20, 7 – 10], e quindi la fine di un ulteriore periodo di redenzione.

Una necessaria annotazione su cui vale la pena di soffermarsi, riguarda i dettati numero 3595 e 4644, in cui è accennato alla necessità di un luogo intermedio, un regno al di fuori della Terra, in cui saranno portati i rapiti finché la trasformazione della Terra stessa, non sarà completata. E l’entità del tempo da essi trascorso in tal luogo non potrà essere determinata, perché a questi sopravvissuti sarà tolta la consapevolezza dello scorrere del tempo, affinché non siano distratti dalla loro nuova attività di vita in questo luogo intermedio. Di che luogo si tratti, e come il Signore intenda guidare i salvati per ricondurli nell’ambito della Legge dell’Ordine, è già stato indicato in un’altra rivelazione data a un’anonima nel 1903, ‘Il futuro Regno’, ma in tale esposizione non poteva certamente essere detto di più, poiché si era ancora troppo in anticipo per comprendere il nesso delle vicissitudini che nel tempo della fine dovrebbero susseguirsi, così come invece tramite Bertha Dudde è stato rivelato. Infatti, solo per il suo tramite, si comprende che il viaggio e poi il soggiorno in questo regno, saranno come in un sogno, una vita a metà tra il materiale e lo spirituale.

Solo dopo la ricostruzione del suolo, dopo tempi non indicati, sarà concesso ai sopravvissuti/rapiti di ritornare sulla nuova Terra come se fosse passato solo pochissimo tempo, ed essi si meraviglieranno non poco, di trovare un nuovo meraviglioso mondo ad accoglierli, e vedere che di tutto il vecchio non sarà stato salvato nulla, e che la nuova materia, dal minerale al vegetale, e poi all’animale [3595 – 3990 – 7520], sarà sorprendentemente perfetta e con utilità completamente diverse da quelle che aveva in precedenza. Il Signore farà trovare loro tali nuove creazioni, in parte già formate, in parte, che si svilupperanno velocemente davanti ai loro occhi, ed essi, essendo uniti allo spirito della Divinità, non ne saranno giudicati, quindi, anche la vita di tali creazioni e il loro sviluppo, si svolgerà in pochissimo tempo per volontà di Dio.

Allora, finalmente si adempirà quel che veggenti e profeti hanno indicato agli uomini nelle varie epoche, e come lo stesso Paolo nella lettera ai romani attesta: «Le cose create, infatti, furono sottoposte alla caducità non di loro volontà, ma a causa di colui, che ve le sottopose, nella speranza che la stessa Creazione fosse liberata dalla schiavitù della corruzione, per ottenere la libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo, infatti, che tutta la Creazione geme e soffre unitamente le doglie del parto, fino al momento presente».

Solo così potrà adempiersi la promessa: [BD n. 6786: «Si dimostrerà il potere e la magnificenza di Dio a quelli che saranno ammessi alla nuova Terra, i quali furono rapiti prima dell’ultima opera di distruzione, perché perseverarono fino all’ultimo e, … rimasero nell’Ordine divino»].

Amici della nuova Rivelazione

 

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