Commento
al fascicolo n. 69
Decorso della vita secondo il destino
Questa raccolta di dettati è una delle più vaste e profonde meditazioni sul destino umano che la rivelazione spirituale moderna abbia consegnato alla nostra epoca. Capitolo dopo capitolo, attraverso parole che dichiarano di provenire dall’alto, si dispiega una visione unitaria, coerente e sorprendentemente rigorosa del rapporto tra libera volontà, guida divina, sofferenza, prove, colpi del destino, maturazione dell’anima e ritorno a Dio.
Il filo rosso che attraversa l’intera opera è chiaro: nulla nella vita dell’uomo è casuale, e tuttavia nulla è imposto con costrizione. Il destino è tracciato da Dio nella Sua Sapienza eterna, ma la direzione interiore dell’uomo — il suo volere, il suo amore, la sua decisione — resta sempre libera. È in questa tensione, mai risolta e mai annullata, che si gioca il dramma della vita terrena.
Il messaggio rivelato mostra con forza che ogni evento della vita — gioia o dolore, successo o perdita, salute o malattia — che è parte di una pedagogia divina che mira a un unico scopo: la maturazione dell’anima e il suo ritorno al Padre. In più punti si legge che: «Il più piccolo avvenimento della vita terrena dell’uomo ha il suo scopo» … «Non esistono coincidenze, bensì solo disposizioni divine». (B.D. 2441) E ancora: «Il destino della vostra vita è stabilito da Me, … sempre in modo che vi serva per il meglio». (B.D. 7524)
Questa visione non elimina la responsabilità personale, ma la illumina: l’uomo non è vittima del caso, né come il burattino di un fato cieco; egli è un figlio guidato che può cooperare o resistere, aprirsi o chiudersi, maturare o indurirsi. L’opera insiste con coerenza assoluta su un punto: la volontà dell’uomo è libera, e Dio non la violenta mai. Il destino esteriore è predisposto, ma la risposta interiore è totalmente libera. Per questo, due uomini possono vivere lo stesso evento, ma uno riesce a maturare e l’altro si indurisce. La sofferenza può diventare benedizione o disperazione. La prova può aprire alla fede o precipitare nella ribellione. Il destino non è una catena, ma un campo di decisione.
Una delle intuizioni più forti del libro è la funzione purificatrice e risvegliatrice della sofferenza. Non come punizione, ma come ultima chiamata dell’Amore, quando l’uomo non ascolta più la voce dello spirito. Molti testi lo dicono con chiarezza: «I colpi del destino sono necessari … per risvegliare l’anima». (B.D. 6987) - «La Mia voce risuonerà attraverso colpi del destino … perché voglio salvarvi». (B.D. 8854) Per cui, la sofferenza diventa un linguaggio: duro, ma necessario, quando il cuore umano è diventato sordo.
L’opera non nasconde la serietà del cammino terreno. Ogni vita è l’ultima tappa di un percorso lunghissimo, e può essere l’occasione definitiva per ritornare a Dio, oppure, se fallisce, può condurre alla nuova relegazione nella materia, descritta come un destino di indicibile lontananza e oscurità. Per questo, il libro parla con urgenza, soprattutto per il ‘tempo della fine’: «Il pericolo che possiate perdervi di nuovo per un tempo infinitamente lungo è troppo grande … e perciò devo usare mezzi dolorosi». (B.D. 8366)
Nonostante la severità di alcuni passaggi, il tono complessivo dell’opera è dominato da una certezza luminosa: Dio vuole la salvezza di ogni creatura, e tutto ciò che accade nella vita è orientato a questo scopo. Il destino non è una condanna, ma una via di ritorno. Una via spesso stretta, talvolta dolorosa, ma sempre guidata da un Amore che non abbandona mai: «Io stesso voglio conquistarvi … e farò tutto ciò che può contribuire a questo». (B.D. 6686)
In un tempo in cui l’uomo moderno vive tra l’illusione del controllo totale e la paura del caos, questo libro offre una terza via: la via della fiducia, della responsabilità, della libertà interiore, della lettura spirituale degli eventi. È un testo che non consola superficialmente, ma trasforma lo sguardo. Non promette una vita senza prove, ma una vita in cui ogni prova ha un senso. Non elimina il mistero, ma lo illumina dall’interno. Esso è un invito a leggere la propria vita come un dialogo con Dio, a riconoscere nella storia personale una guida nascosta, a trasformare il destino in cammino, la sofferenza in maturazione, la prova in ritorno. È un’opera che parla al cuore e alla coscienza, e che chiede al lettore non solo di capire, ma decidersi.