B. D. nr. 2837

(4. 08. 1943)

Lo spirituale relegato nelle nuove creazioni

 

[continua dal n. 2836]

 

[…]  Uno stato di totale irrigidimento è destinato allo spirituale che non ha superato l’ultima prova della sua vita terrena: esso sarà nuovamente relegato nella forma solida, e quindi, dovrà attraversare ancora una volta il percorso dello sviluppo sulla Terra! L’Amore divino si ritirerà da questo spirituale, poiché esso non sarà più toccato dall’Irradiazione di forza, e ora, raffreddato e inanimato, senza potere né forza, dovrà prendere dimora di nuovo nella materia morta, che gli sarà il suo involucro straziante attraverso tempi infiniti! Questo è un cambiamento terribile per lo spirituale, una regressione di levatura gravissima. E’ un recesso dallo stato di conoscenza parziale, a quello della più profonda ignoranza, perché gli sarà tolto di nuovo tutto ciò che era parte di sé, costituito attraverso l’infinito lungo percorso terreno antecedente.

A causa della sua lontananza da Dio, esso ridiventa debole e non-libero, e dovrà sopportare l’involucro più solido, non potendo più resistere contro questo cambiamento della sua forma esterna. La sua volontà sarà nuovamente relegata, quindi dovrà sopportare su di sé tutto ciò che Dio ha stabilito nella Sua Sapienza!

Se l’anima si separa dalla Terra prima che avvenga la totale trasformazione della superficie terrestre, la sua condizione non è senza speranza: essa può arrivare alla conoscenza nell’aldilà e aspirare verso l’alto! Invece, dopo questa trasformazione della superficie terrestre, una possibilità d’avanzamento nell’aldilà è esclusa, perché tutto lo spirituale imperfetto sarà relegato nelle nuove creazioni, mentre le anime degli uomini che vivificavano quelle creazioni, raggiungeranno al loro trapasso un grado di perfezione che le abiliterà ad entrare nel Regno della Luce! Quindi, è un Atto speciale della Grazia di Dio, se Egli richiamerà l’uomo dalla vita terrena ancor prima di questa trasformazione, perché a costui spetteranno ancora le opportunità di avanzamento nell’aldilà, e la sua lotta per la perfezione non sarà così terribilmente difficile, come quella degli esseri che, relegati nella forma solida, dovranno invece ricominciare il loro percorso di sviluppo sulla Terra.

Tuttavia, ci saranno quelli che avranno da vivere ancora una pesante lotta sulla Terra, per raggiungere almeno quella condizione che, nell’aldilà, non li faccia scivolare costantemente verso il basso rendendoli indegni dell’Amore di Dio. Infatti, queste anime saranno ugualmente nel pericolo di indurirsi totalmente e finire di nuovo nella materia morta, poiché il caparbio rifiuto dell’Amore di Dio, ha per conseguenza proprio quello stato: …cioè l’indurimento della sostanza spirituale, e ciò significa la relegazione dello spirituale nelle nuove creazioni, ossia, …nella forma più solida!

Infatti, l’Amore di Dio è equivalente a vita! L’allontanamento dall’Amore divino è, però, morte, …uno stato di desolazione e impotenza! Uno stato di scoraggiamento estremo, in cui l’essere persisterà a lungo, fino a che sarà disposto a rinunciare alla sua resistenza e, di conseguenza, a rivolgersi all’Amore divino. Ciò significherà anche un cedere della dura costrizione intorno a sé, che gli procurerà una forma esterna meno opprimente, e allora, …egli ricomincerà il suo sviluppo verso l’alto!    Amen!

 

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