Commento al fascicolo/estratti

n. 6

alle rivelazioni date a Bertha Dudde

 

- Il Piano di salvezza di Dio -

 

 

Il fascicolo presenta una visione organica e coerente del Piano di salvezza divino, così come rivelato nelle ultime comunicazioni del ciclo duddiano. Il tema centrale è la riconduzione di tutto lo spirituale decaduto al suo originario Principio, Dio, attraverso un processo cosmico che abbraccia: la Creazione, l’incarnazione, la libertà della volontà, la prova terrena, e infine la purificazione attraverso trasformazioni cosmiche cicliche.

Il fascicolo ribadisce che l’essere umano è uno spirito originariamente creato, libero e luminoso, che si è volontariamente allontanato da Dio. Da questa caduta nasce la necessità di un Piano divino di ritorno, non punitivo, ma fondato sull’Amore divino. L’intero universo materiale – e in particolare la Terra – è presentato come un elemento pedagogico, un organismo vivente che accoglie lo spirituale decaduto e lo guida, attraverso forme sempre più leggere, verso la libertà.

La materia di per sé non è un castigo, ma un mezzo di redenzione, dove l’incarnazione umana rappresenta la fase decisiva, in cui l’anima è libera, può riconoscere Dio, può amare, può ritornare volontariamente al suo Creatore. Il fascicolo insiste sul fatto che il libero arbitrio è sacro. Dio non costringe, bensì illumina, ammonisce, invita. Una parte centrale del fascicolo riguarda la fine dell’attuale epoca terrestre. Non come castigo, ma come necessità cosmica, poiché la Terra ha esaurito la sua funzione educativa, dove l’umanità, in gran parte, rifiuta la verità, e lo spirituale imprigionato nella materia attende da tempi interminabili la liberazione. Per questo è prevista una totale trasformazione della Terra, già stabilita dall’eternità.

Per chi rifiuta la verità e l’amore, la fine comporta una nuova relegazione nella materia della nuova Terra, non come condanna, ma come continuazione del processo educativo, doloroso ma necessario. Il fascicolo sottolinea che Dio non lascia mai l’umanità senza avvertimenti, e nel tempo, veggenti e profeti, tutti strumenti dello Spirito, sono chiamati a spiegare il senso degli eventi e a correggere gli errori diffusi da uomini e spiriti privi di luce.

Nell’epoca della fine, Dio intensifica la Sua rivelazione, per illuminare, per salvare, per dare all’uomo l’ultima possibilità di scegliere liberamente la via del ritorno, presentando la verità come l’ultimo grande dono di grazia. Il fascicolo è uno dei più compatti e coerenti dell’intero corpus duddiano. Esso si distingue per: chiarezza dottrinale, dove il tema del Piano di salvezza è esposto con una linearità rara: origine – caduta – Creazione – incarnazione – fine – rinnovamento. Ogni capitolo è autonomo, ma tutti convergono verso un’unica visione: Dio guida tutto verso il ritorno, con Amore e Sapienza infinita. Il fascicolo offre una lettura cosmologica che unisce antropologia spirituale, escatologia, ma anche cosmologia mistica e pedagogia divina. Dio parla come Padre che avverte, che spiega, non vuole perdere nessuno, soffre per la cecità dell’umanità.

Il fascicolo è sorprendentemente attuale, poiché presenta la crisi spirituale, la confusione dottrinale, la perdita del senso del sacro e la fiducia cieca nel progresso materiale. Tutto ciò è descritto con precisione profetica. In sintesi, il fascicolo “Il Piano di salvezza di Dio” no soltanto è una sintesi magistrale della cosmologia duddiana, ma anche una guida teologica alla comprensione del senso della vita, un avvertimento paterno per l’umanità, un invito alla conversione. Pertanto, un testo di luce per chi cerca la verità, quindi, da collocare tra i più importanti dell’intera opera.

 

Amici della nuova Rivelazione

 

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