Commento

al fascicolo n. 38 BD

 

La lotta di Fede

dei Miei fedeli nel tempo della fine

 

Oltre cento dettati per indicare all’umanità un importantissimo concetto: presentare una lotta di fede che si svolgerà nell’ultimo tempo del tempo della fine, tra i fedeli a Dio e gli oppositori non convertiti, e renderci edotti sulle ultime fasi prima del Giudizio finale, detto anche ‘tempo di Grazia’, per la salvezza degli ultimi, nel quale gli avvenimenti profetizzati, susseguendosi in modo sempre più repentino, porteranno al Giudizio finale e alla relegazione dell’avversario e dei suoi servi.

Riuscire a collocare un tale tempo della fine senza un necessario e approfondito studio, non è del tutto semplice, e non è neppure facile comprendere del tutto il susseguirsi delle situazioni profetizzate, probabilmente comunicato così – con dettati diluiti nel tempo – al fine di non anticipare troppo presto una comprensione chiara degli eventi, poiché una chiara conoscenza di tale tempo, e quindi uno svelamento anticipato delle profezie all’umanità non credente, non sarebbe stato idoneo a far crescere una vera fede che deve attuarsi nella più libera volontà. Ciò che invece era indispensabile, viene espresso insistentemente: è l’invito a prepararsi! Solo così ciascuno potrà trovare in sé una risposta specifica, e tale da determinare poi un abbandono totale e spontaneo nelle braccia del Padre, al fine di essere salvati dal proprio arrancare impietoso, aiutati dall’invisibile forza del bene.

Innanzi tutto, il tempo della fine chiude gli ‘ultimi tempi’, e si apre dopo l’evento apocalittico dell’asteroide (fascicolo n. 109), i quale riguarderà fisicamente gran parte della Terra. A seguito di ciò, con la fine degli elementi nutrizionali-economici-tecnologici legati all’odierna globalizzazione del mercato che verranno a mancare, e la consapevolezza dell’impotenza dell’uomo di fronte alla catastrofe evidente, i sopravvissuti nelle aree adiacenti a quelle colpite e quelli dei paesi anche distanti ma ugualmente interessati nelle grandi città dal terremoto conseguente l’impatto, si troveranno ad affrontare una situazione mai vissuta nella storia dell’uomo, nonostante che i ricercatori e i paleontologi hanno ipotizzato nei loro studi che nei milioni di anni la Terra è stata più volte colpita da eventi catastrofici, ma mai da un evento di una tale entità. La mancanza di energia elettrica, di gas e d’acqua corrente, e il crollo di tutti gli edifici, così come l’insussistenza del valore della moneta quale merce di scambio, così come l’uomo del XX e XXI secolo nell’era della civilizzazione è abituato a concepire, con una vita subordinata oggi ai servizi legati a queste fonti energetiche e agli equilibri e sussistenza attraverso l’economia monetaria e dipendente dall’informatica, porterà immediatamente a determinare uno stato sociale con risvolti inimmaginabili: cambiare immediatamente la propria vita con un senso della sopravvivenza a cui non si è più abituati! Essa, quindi, sarà dettata da una sopravvivenza che ciascuno dovrà affrontare dal primo giorno dopo il day-after, come alcuni films apocalittici già da tempo hanno inteso supporre presentando al pubblico diverse ipotesi di un evento catastrofico inimmaginabile.

La necessità di arrangiarsi nel sopravvivere, spingerà i sopravvissuti – già sconvolti psicologicamente nel dover accettare loro malgrado la realtà del disastro, con i suoi milioni di morti nelle aree colpite e con altrettanti milioni che nelle prime fasi non riusciranno a sopravvivere – a rimboccarsi le maniche per ricominciare daccapo in un mondo non più regolato dalle istituzioni, le quali, prima, riuscivano a mantenere l’equilibrio e il controllo sul male, solo mantenendo l’ordine.

Ma adesso? A parte qualche comunità in cui l’arte della condivisione e del mettere in pratica la Legge dell’amore per il prossimo nella la fede in un Dio, già oggi in alcune parti del mondo li ha stimolati a creare dei centri di vita sociale autonomi, con delle regole armoniose che li aiutano e li aiuteranno a mantenere un equilibrio psicologico per ricominciare lì, seppur in maniera nascosta, diverso sarà per tutti quelli che non accettano regole né leggi, cioè coloro che già oggi non mettono in pratica l’amore e il rispetto verso il prossimo e verso le istituzioni, perché nel proprio cuore e mente sono già preda dell’avversario di Dio. Questi, ancor più, in una tale situazione fuori controllo, senza più forze dell’ordine, saranno spinti ad azioni abiette dal maligno, cercheranno di imporsi al loro prossimo, così da prendere il sopravvento sui più deboli, verso i buoni, i fedeli a Dio, i quali inizialmente saranno sfruttati per i loro bisogni e scopi, ma nel tempo, quando le forze della natura incideranno sempre più fino al penultimo giudizio, saranno perseguitati per via della fede. E poiché per poter attuare il Giudizio finale con la relegazione nella materia degli oppositori a Dio sarà necessaria la professione di fede, al fine di selezionare tutti, pro o contro Dio, i capri dalle pecore [4433], esploderà una lotta di fede per breve tempo, dove la miseria, oppure grande indigenza o afflizione, toccherà livelli sempre più marcati, con il maligno – l’avversario di Dio – che attuerà ogni possibile persecuzione, e per i credenti sarà l’ultimo atto da subire, per dichiarare la propria fede e stimolare gli ultimi salvabili a credere in un Dio.

Questa si attiverà quando, nonostante la grande indigenza, per dare uno stop alla lotta dei popoli sempre viva per il continuo predominio delle cose materiali, sarà decretato un intervento divino tramite un avvenimento della natura grandioso (fascicolo n. 109), dopo del quale, a causa delle distruzione e degli innumerevoli morti, gli oppositori a Dio aizzeranno ancor più verso i fedeli, per sfruttarli e farli desistere dalla loro fede, adducendo che se esistesse n Dio, non avrebbe potuto consentire una distruzione tale, e ulteriormente più terribile della prima. I fedeli saranno oppressi all’inverosimile, e ciascuno dovrà dichiarare da che parte stare, se con Dio o con il mondo, nel quale l’avversario, o anticristo, in tal modo dichiarerà la sua specifica lotta contro Dio, aizzando gli uomini contro i fedeli.

Quando l’opposizione diventerà insostenibile, quando l’avversario vorrà sradicare tuta la fede in un Dio dal cuore degli uomini [6083], e quindi avrà superato la concessione di mettere alla prova i credenti, arriverà l’ultimo giorno. Ci viene indicato che tale breve tempo servirà quale unica possibilità per recuperare i recuperabili prima del grande conclusivo Giudizio, e dimostrare con la propria fede, che Dio non abbandona chi crede in Lui, e quest’aiuto è subordinato alla fede professata, la quale soltanto consentirà, attraverso la ‘comunicazione diretta’ col Padre (simile alla voce interiore che sentono quei mistici che hanno ricevuto queste rivelazioni), di superare le enormi difficoltà in tale tempo della miseria. E Dio stesso parlerà tramite la bocca dei Suoi fedeli.

Per questo, così tanti ammonimenti ed esortazioni ai fedeli credenti, per sperare di essere chiamati quali veri ultimi lavoratori nella Vigna del Signore a fare un cammino di fede anticipato, da subito, per prepararsi attraverso la comprensione della Sua nuova Parola ad affrontare un tale tempo prima che sia troppo tardi; a studiare, meditare, pregare e capire, e così, credere con tutta la mente e con tutta l’anima al Salvatore, prima che il secondo evento apocalittico giunga inatteso e non consenta più di affrontare psicologicamente il tema della fede, allorquando la situazione di ciascuno, alla luce delle stesse terribili condizioni di sopravvivenza e dell’oppressione mentale satanica, non consentirà più di credere in un Dio e quindi, accettare tutti i sacrifici imposti, …per amore.

Ma per far questo occorre però allontanarsi dalle cose del mondo e, finché è possibile, studiare la Sua nuova Parola per capire anticipatamente la Sua volontà diretta all’umanità che dovrà affrontare il tempo della fine e l’ultimo tempo. E poi, chiudersi nella cameretta silenziosa del proprio cuore e imparare a dipendere dal leggero alito di vita proveniente dallo spirituale, sempre pronto ad aiutare invisibilmente quanti desiderano comprendere e conoscere sempre più il nostro caro Padre celeste. Un monito è però di consolazione: il Signore invita sempre, tutti, a rivolgersi a Lui in ogni occasione, per avere protezione e forza, che saranno dati a tutti coloro che accetteranno col cuore di essere aiutati da Lui!

 

Amici della nuova Rivelazione